Dai un'occhiata a questo edificio di pietra chiara con archi a sesto acuto, pinnacoli e finestre traforate: sembra un palazzo veneziano, eppure è un ufficio postale ancora in funzione. È il Palacio Postal, la Quinta Casa de Correos, inaugurata nel 1907.
1Un italiano nel Messico di Porfirio Díaz
Lo progettò l'architetto italiano Adamo Boari, autore anche del vicino Palazzo di Belle Arti, insieme all'ingegnere Gonzalo Garita. La costruzione iniziò nel 1902 e finì nel 1907, nel pieno del Porfiriato, quando il governo di Porfirio Díaz voleva dotare la capitale di edifici degni di Parigi o di Roma. La struttura è d'acciaio, una novità per l'epoca, e la facciata fonde gotico isabellino, plateresco e Rinascimento veneziano in uno stile eclettico tipico del suo tempo.
2Bronzo e ferro da Firenze
L'interno è ancora più sorprendente: lo scalone d'onore, le ringhiere e gli sportelli furono fusi in bronzo e ferro dalla fonderia Pignone di Firenze e spediti in Messico. La luce piove dall'alto su un salone di marmo che ricorda più un teatro che un ufficio postale. Dopo i danni del terremoto del 1985, l'edificio è stato restaurato a fondo.
È uno dei pochi monumenti della città in cui puoi ancora comprare un francobollo e spedire una cartolina.
3Cosa osservare
- Gli archi a sesto acuto e i trafori gotici delle finestre.
- I pinnacoli lungo la linea del tetto.
- Lo scalone di bronzo, visibile dall'ingresso quando è aperto.
Documentato
Il Palacio Postal fu progettato da Adamo Boari con l'ingegnere Gonzalo Garita, costruito tra il 1902 e il 1907 e dotato di opere in metallo della fonderia Pignone di Firenze.
Fonti e crediti
Correos de México, storia del Palacio Postal; Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura, voce sul Palacio Postal; Israel Katzman, «Arquitectura del siglo XIX en México» (1973).
Foto:
- Il Palazzo delle Poste all'angolo tra Tacuba e l'Eje Central, con la Torre Latinoamericana sullo sfondo: José Luiz, CC BY-SA 4.0.
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