Sei arrivato alla fine dell'itinerario, in una delle piazze più grandi di Firenze. In fondo si trova la Basilica di Santa Croce, la chiesa francescana, iniziata alla fine del Duecento e tradizionalmente attribuita ad Arnolfo di Cambio.

1Il tempio delle glorie italiane

All'interno riposano alcuni dei più grandi nomi della storia italiana. Michelangelo, morto a Roma nel 1564, fu riportato di nascosto a Firenze dal nipote Leonardo, come aveva desiderato; la sua tomba fu disegnata dal Vasari. Galileo Galilei, condannato dall'Inquisizione, ebbe un monumento solo nel 1737. Qui ci sono anche Machiavelli e Rossini. Ugo Foscolo cantò queste tombe nei «Sepolcri» (1807), e da allora la chiesa è chiamata il tempio delle glorie italiane.

Dante ha qui un grandioso monumento dal 1829, ma la tomba è vuota: il poeta morì in esilio a Ravenna, e Ravenna non ha mai restituito i suoi resti.

2Una facciata ottocentesca

La facciata che vedi è neogotica, di Niccolò Matas, costruita tra il 1853 e il 1863 grazie a una donazione dell'inglese Francis Sloane. La stella a sei punte in alto ha suscitato molte teorie; si dice spesso che Matas fosse di origine ebraica, ma non è provato. La statua di Dante, di Enrico Pazzi, fu inaugurata nel 1865 per il seicentesimo anniversario della sua nascita.

Ogni giugno questa piazza ospita il calcio storico, un violento gioco rinascimentale disputato in costume d'epoca. E nelle strade intorno, le targhe sui muri mostrano fin dove salì l'acqua nell'alluvione del 1966.

3Cosa osservare

  • La statua di Dante a sinistra della scalinata.
  • La stella sulla facciata, nel frontone centrale.
  • Le targhe dell'alluvione del 1966 sugli angoli vicini.

Documentato

La basilica francescana fu iniziata alla fine del Duecento; vi si trovano le tombe di Michelangelo, Galileo (1737), Machiavelli e Rossini, e il cenotafio di Dante (1829). La facciata è di Niccolò Matas (1853-1863).

Tradizione orale

L'attribuzione del progetto ad Arnolfo di Cambio è tradizionale, e la presunta origine ebraica di Matas come spiegazione della stella non è dimostrata.

Fonti e crediti

Opera di Santa Croce, sito ufficiale della basilica; Ugo Foscolo, «Dei Sepolcri» (1807); Wikipedia in italiano, «Basilica di Santa Croce (Firenze)».

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