Hai davanti il ponte più amato di Budapest. Prima di lui, Buda e Pest erano unite solo da un ponte di barche che veniva smontato in inverno; quando il fiume gelava o trascinava ghiaccio, le due città restavano isolate.
1L'ostinazione di Széchenyi
Si racconta che nel dicembre 1820 il conte István Széchenyi dovette aspettare diversi giorni sulla riva, senza poter attraversare per partecipare al funerale del padre. Di certo c'è che per anni si batté per un ponte stabile. Lo progettò l'ingegnere inglese William Tierney Clark, e i lavori furono diretti dallo scozzese Adam Clark, che diede il nome a questa piazza. Il ponte fu inaugurato il 20 novembre 1849, dopo una guerra che quasi lo distrusse prima del completamento: quel maggio un tentativo di farlo saltare fallì.
Fu il primo ponte stabile di Budapest e per decenni tutti dovettero pagare un pedaggio per attraversarlo, nobili compresi. Il 18 gennaio 1945 le truppe tedesche in ritirata lo fecero saltare. Fu ricostruito e riaperto il 20 novembre 1949, esattamente un secolo dopo l'inaugurazione.
2I leoni senza lingua
I quattro leoni di pietra furono scolpiti da János Marschalkó e collocati nel 1852. La leggenda dice che non abbiano la lingua e che lo scultore, ferito dalle prese in giro, si gettò nel Danubio. In realtà la lingua ce l'hanno, solo che non si vede da sotto, e Marschalkó visse fino al 1877.
La leggenda è falsa, ma prova a sbirciare nelle loro bocche: lo fanno quasi tutti.
3Cosa osservare
- Il Chilometro Zero, la scultura a forma di 0 nella rotonda: da qui si misurano le distanze stradali dell'Ungheria.
- I leoni, ai due lati dell'ingresso.
- La galleria sotto la collina, anch'essa opera di Adam Clark.
Documentato
Il progetto di William Tierney Clark, la direzione dei lavori di Adam Clark, l'inaugurazione del 20 novembre 1849, la distruzione del 1945 e la riapertura del 1949 sono documentati.
Tradizione orale
L'attesa di Széchenyi nel 1820 viene raccontata come origine della sua battaglia, e la leggenda dei leoni senza lingua e del suicidio dello scultore è falsa.
Fonti e crediti
Wikipedia in ungherese, "Széchenyi lánchíd"; Péter Buza, "Bridges of the Danube", collana Our Budapest (1999); BKK, informazioni sulla ristrutturazione 2021-2023.
Foto:
- Pilone del Ponte delle Catene con due leoni di pietra, visto da piazza Clark Ádám: Mike is Michi, CC BY-SA 4.0.
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