Forse hai l'impressione che a questa chiesa manchi qualcosa, e hai ragione: manca la facciata. Quel muro di mattoni grezzi è lo scheletro che doveva essere rivestito di marmo, e così è rimasto per sempre.
1La parrocchia dei Medici
San Lorenzo è una delle chiese più antiche di Firenze: secondo la tradizione fu consacrata da sant'Ambrogio di Milano nel 393. Dal 1419 Giovanni di Bicci de' Medici, fondatore della fortuna di famiglia, ne finanziò la ricostruzione e affidò l'incarico a Filippo Brunelleschi. Il risultato è uno dei primi interni rinascimentali: colonne grigie di pietra serena, archi a tutto sesto e proporzioni chiare. Da allora fu la chiesa di famiglia, a un isolato da casa loro, e molti di loro vi sono sepolti.
2La facciata di Michelangelo
Nel 1518 papa Leone X, un Medici, firmò un contratto con Michelangelo per una monumentale facciata di marmo. L'artista passò mesi nelle cave di Carrara e di Seravezza, ma nel 1520 il contratto fu annullato. Il suo modello di legno si conserva a Casa Buonarroti.
Michelangelo lavorò comunque all'interno: progettò la Sagrestia Nuova, con le tombe medicee, e la Biblioteca Laurenziana.
La grande cupola che vedi dietro appartiene alla Cappella dei Principi, il mausoleo dei granduchi.
3Cosa osservare
- La facciata di mattoni incompiuta.
- Il monumento a Giovanni dalle Bande Nere, padre di Cosimo I, di Baccio Bandinelli.
- La cupola della Cappella dei Principi, dietro la chiesa.
Documentato
Il Brunelleschi ricostruì la chiesa dal 1419 con i fondi di Giovanni di Bicci de' Medici; il contratto di Michelangelo per la facciata (1518) fu annullato nel 1520.
Tradizione orale
La consacrazione da parte di sant'Ambrogio nel 393 proviene dalla tradizione della chiesa stessa.
Fonti e crediti
Opera Medicea Laurenziana, sito ufficiale della Basilica di San Lorenzo; Musei del Bargello, Cappelle Medicee; William E. Wallace, «Michelangelo at San Lorenzo» (Cambridge University Press, 1994).
Foto:
- La Basilica di San Lorenzo con la facciata di mattoni a vista e il monumento a Giovanni dalle Bande Nere: Txllxt TxllxT, CC BY-SA 4.0.
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