Fra tutti gli edifici della città, nessuno ha tante storie di fantasmi come questa fortezza del 1679. Non c’è da stupirsi: per un secolo e mezzo fu caserma, tribunale e prigione, e fra queste mura ci furono processi, torture ed esecuzioni.
1La maledizione del governatore
Questo è documentato: Pieter Gysbert Noodt fu governatore del Capo dal 1727 al 1729 e aveva fama di uomo duro e sgradevole. Sotto il suo governo diversi soldati che avevano tentato di disertare furono condannati a morte. Noodt morì all’improvviso nell’aprile del 1729, seduto sulla sua poltrona, e in città molti ci videro una punizione divina.
Il resto lo aggiunge la tradizione. Si dice che uno dei condannati lo maledisse dal patibolo e lo chiamò a rispondere davanti a Dio, e che quello stesso pomeriggio il governatore fu trovato morto, con un’espressione di sorpresa sul volto. Da allora, narra la leggenda, lo si sente imprecare nei corridoi.
La morte improvvisa di Noodt è documentata; la maledizione e le sue imprecazioni notturne appartengono alla leggenda del Castello.
2Altre ombre
Guardie e guide raccontano altre storie: una figura altissima che si sporge fra i bastioni Leerdam e Oranje, un cane nero che salta addosso ai visitatori e svanisce, e la campana sopra l’ingresso, che avrebbe suonato da sola dopo che un soldato si era impiccato con la sua corda. Nessuna si basa su altro che sulla tradizione orale, ma fanno parte della vita del luogo. Di certo reale è il Donker Gat, il «Buco Nero», una cella senza luce in cui venivano rinchiusi i prigionieri.
3Cosa osservare
- Il campanile sopra il portale, teatro della storia della campana.
- I bastioni angolari, dove si dice cammini la figura altissima.
- Il fossato: al tramonto la sagoma della fortezza si riflette nell’acqua.

Documentato
Pieter Gysbert Noodt, governatore dal 1727 al 1729, morì improvvisamente nell’aprile del 1729 nel mezzo della controversia sulla condanna di alcuni soldati disertori; il Donker Gat era una vera cella del Castello.
Tradizione orale
La maledizione dal patibolo, il fantasma del governatore, la figura altissima, il cane nero e la campana che suona da sola appartengono alla tradizione orale del Castello.
Fonti e crediti
Castle of Good Hope (sito ufficiale, ‘Discover Castle's ghostly past’); Eric Rosenthal, ‘Encyclopaedia of Southern Africa’ (voce su Noodt); Eric Rosenthal, ‘300 Years of the Castle at Cape Town’ (1966).
Foto:
- Portale d’ingresso del Castello di Buona Speranza con il campanile: Bernard Gagnon, CC BY-SA 4.0.
- Il balcone De Kat nel cortile interno del Castello di Buona Speranza: Martinvl, CC BY-SA 4.0.
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