Città del Capo in un giornoUna città in tre strati
Parti a metà mattina sotto le querce del Company's Garden con «Dall’orto della Compagnia alle case dipinte»: Long Street, Greenmarket Square e la salita al Bo-Kaap, giusto in tempo per un bobotie da Biesmiellah. Scendi a piedi fino al Castello di Buona Speranza e prosegui con «Dal Castello al balcone di Mandela»: la Grand Parade, il District Six Museum e il Parlamento. Riposati su una panchina di Government Avenue, poi torna al Castello per «Maledizioni, fantasmi e navi che non tornano in porto». Si finisce in cima al Bo-Kaap, accanto a Bo-Kaap Kombuis: curry malese del Capo con vista sulla montagna.
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La mattina
Dall’orto della Compagnia alle case dipinte
- Company's GardenL’orto che la Compagnia olandese delle Indie Orientali piantò nel 1652 per rifornire le sue navi è oggi il grande polmone verde della città, con la Table Mountain sullo sfondo.
- Long Street e la Palm Tree MosqueBalconi in ferro battuto, bar e librerie, e in mezzo una casa del Settecento che due ex schiavi trasformarono in moschea.
- Greenmarket Square e l’Old Town HouseLa più antica piazza del mercato della città, il suo municipio del Settecento e il pomeriggio del 1989 in cui la polizia la tinse di viola.
- Moschea AuwalLa prima moschea del Sudafrica nacque in un magazzino di Dorp Street, e fu qui che per la prima volta si insegnò l’afrikaans scritto… in caratteri arabi.
- Bo-Kaap e Wale StreetLe case dipinte più fotografate d’Africa, e la storia delle famiglie che le abitavano molto prima che arrivassero le macchine fotografiche.
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Pranzo
Assaggia Bobotie da Biesmiellah. Wale Street con Pentz Street, Bo-Kaap
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Il pomeriggio
Dal Castello al balcone di Mandela
- Castello di Buona SperanzaCinque bastioni di pietra eretti dalla Compagnia olandese delle Indie Orientali con il lavoro degli schiavi: l’edificio più antico del Sudafrica.
- Grand Parade e il balcone di MandelaDa quel balcone di pietra color miele Nelson Mandela parlò alla nazione poche ore dopo essere uscito di prigione, l’11 febbraio 1990.
- District Six MuseumUn intero quartiere di oltre 60.000 persone cancellato dalla mappa dall’apartheid, e una vecchia chiesa metodista che ne tiene viva la memoria.
- Slave LodgePer oltre un secolo questo edificio della Compagnia rinchiuse centinaia di uomini, donne e bambini ridotti in schiavitù, a due passi dall’orto della città.
- Cattedrale di San GiorgioLa «cattedrale del popolo», dalla cui scalinata Desmond Tutu guidò la grande marcia del 1989 contro l’apartheid.
- Parlamento del SudafricaL’edificio in cui l’apartheid divenne legge è anche quello in cui, il 2 febbraio 1990, se ne annunciò la fine.
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Al tramonto
Maledizioni, fantasmi e navi che non tornano in porto
- Castello di Buona Speranza: i fantasmi della fortezzaUna maledizione lanciata dal patibolo, una cella chiamata «il Buco Nero» e una campana che, si racconta, suonava da sola.
- Church Square e lo Slave TreeLa tomba del governatore maledetto, una targa quasi cancellata nel selciato e undici blocchi di granito con i nomi di chi fu ridotto in schiavitù.
- Heerengracht e l’Olandese VolanteQui si infrangevano le onde quando sbarcò Van Riebeeck, e da queste acque nacque la leggenda del capitano che giurò di doppiare il Capo dovesse metterci l’eternità.
- Chiesa luterana di Strand StreetPer anni i luterani del Capo pregarono in un edificio che ufficialmente era un magazzino. Oggi è una delle chiese più antiche del Paese.
- Tana Baru e il cerchio dei kramatIl cimitero musulmano dove riposa Tuan Guru, difeso da migliaia di persone nel 1886 e, secondo la tradizione, parte di un cerchio sacro che protegge la città.
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Cena
Assaggia Curry malese del Capo da Bo-Kaap Kombuis. August Street, 7, Bo-Kaap
