Sei davanti al monumento più famoso di Mumbai, l'immagine che compare sulle cartoline, nei film e sulle magliette. Osserva bene l'arco: è alto 26 metri ed è costruito in basalto giallo e cemento. Lo progettò l'architetto scozzese George Wittet, autore anche del museo che vedremo più avanti, in stile indo-saraceno: un misto di archi della tradizione islamica, grate traforate ispirate all'architettura gujarati del Cinquecento e proporzioni da arco di trionfo europeo.
1Un arco per un re
Fu costruito per commemorare lo sbarco di re Giorgio V e della regina Mary nel 1911, anche se fu inaugurato solo nel 1924. Questo molo, Apollo Bunder, era allora la porta d'ingresso in India per chi arrivava in nave dall'Europa. Oggi è il punto d'incontro della città: famiglie, venditori di palloncini, fotografi che ti stampano la foto sul momento e coppie che passeggiano quando cala la sera.
2Rotta su Elephanta
Dai pontili partono i battelli per l'isola di Elephanta, a circa un'ora di traversata. Lì troverai grotte scavate nella roccia con sculture di Shiva, Patrimonio dell'Umanità. È una gita di mezza giornata: se ti interessa, controlla gli orari di partenza al molo. Nelle giornate limpide vedrai anche le grandi navi che entrano in porto.
Un consiglio pratico: qui il sole picchia forte quasi tutto l'anno. Vieni di primo mattino o nel tardo pomeriggio, porta dell'acqua e proteggiti dal caldo.
Una porta costruita per accogliere un re, che oggi appartiene a chiunque vi passeggi.
3Cosa osservare
- Le quattro torrette in cima all'arco.
- La cupola rossa del Taj, proprio di fronte.
- I battelli che salpano per Elephanta.
Documentato
L'arco, progettato da George Wittet, commemora lo sbarco di Giorgio V nel 1911 e fu inaugurato nel 1924.
Fonti e crediti
Maharashtra Tourism, Gateway of India; UNESCO, 'Elephanta Caves'; Sharada Dwivedi e Rahul Mehrotra, 'Bombay: The Cities Within' (1995).
Foto:
- Il grande arco di basalto giallo del Gateway of India con i visitatori davanti: Joe Ravi, CC BY-SA 3.0.
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