Davanti a te c'è San Agustín, una chiesa che passa facilmente inosservata nel trambusto di calle Guayaquil, eppure custodisce uno dei luoghi più simbolici dell'indipendenza ecuadoriana.

1Una chiesa messa alla prova dalla terra

Gli agostiniani arrivarono a Quito nel 1569 e pochi anni dopo si stabilirono qui. La chiesa fu costruita a partire dal 1606, su progetti ispirati a quelli di Francisco Becerra, e la facciata fu completata nel 1669. I terremoti l'hanno messa alla prova più e più volte: dopo il sisma del 1868 crollò la volta centrale, e quella che vedi oggi è una «falsa volta» di legno, canna e stucco che imita la pietra. Quito vive su una terra inquieta, e quasi tutte le sue chiese hanno una storia simile.

2La sala capitolare

All'interno del convento si trova la sala capitolare, costruita tra il 1741 e il 1761, con stalli del coro intagliati e un soffitto a cassettoni geometrici. Lì, il 16 agosto 1809, un'assemblea con i rappresentanti dei quartieri di Quito ratificò la giunta formata sei giorni prima. Il giorno seguente i suoi membri prestarono giuramento in cattedrale.

Un anno dopo la sala accolse i morti: nella cripta riposano diversi patrioti uccisi il 2 agosto 1810, tra cui Manuel Rodríguez de Quiroga e Juan de Dios Morales.

Due targhe nella sala ricordano entrambe le date: la nascita della giunta e il massacro.

3Cosa osservare

  • Il portale in pietra, con colonne e rilievi che mescolano motivi europei e andini.
  • Il campanile, alto circa 37 metri, che conserva ancora campane del Seicento.
  • La croce di pietra sull'angolo, accanto al piccolo atrio.

Documentato

Il 16 agosto 1809 la sala capitolare di San Agustín ospitò la seduta che ratificò la Giunta di Quito, e nella sua cripta sono sepolti diversi patrioti uccisi il 2 agosto 1810.

Fonti e crediti

Convento di San Agustín de Quito (museo e sala capitolare); Instituto Nacional de Patrimonio Cultural del Ecuador; José María Vargas, «Historia del arte ecuatoriano».

Foto:

  • Portale in pietra scolpita e campanile bianco della chiesa di San Agustín all'angolo tra calle Chile e calle Guayaquil: Ymblanter, CC BY-SA 4.0.

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