Guarda gli angoli: uomini di pietra con turbante e tunica, con un fagotto sulle spalle, ti osservano da secoli. Sono i «mori» che hanno dato il nome al campo, e in loro la storia di una famiglia di mercanti si mescola a una buona manciata di leggende.

1I Mastelli

Secondo la tradizione, all'inizio del XII secolo tre fratelli di nome Rioba, Sandi e Afani, della famiglia Mastelli, arrivarono dalla Morea, il Peloponneso, commerciando sete e spezie. Siccome venivano dalla Morea, la gente li chiamava «mori». Qui costruirono la loro casa, Palazzo Mastelli, riconoscibile dal canale per il bassorilievo di un uomo che guida un cammello. Le statue si datano di solito al Duecento, anche se nessun documento dice quando furono collocate.

2Sior Antonio Rioba

La statua più famosa è Rioba, con il suo naso di ferro, aggiunto nell'Ottocento dopo che aveva perso quello originale. Oggi si dice che strofinarlo porti fortuna, ed è per questo che luccica. Come Pasquino a Roma, Rioba era una «statua parlante»: gli si appendevano versi satirici anonimi, e nel 1848 un giornale satirico prese il suo nome.

Una leggenda racconta che i tre fratelli imbrogliavano i clienti e che, dopo aver truffato una donna che si rivelò essere Maria Maddalena, furono trasformati in pietra.

Ed è solo questo: un racconto. Documentato è invece che Jacopo Tintoretto visse sulla fondamenta accanto fino alla morte, nel 1594. È sepolto alla Madonna dell'Orto, la chiesa gotica a pochi passi.

3Cosa osservare

  • Il naso di ferro di Rioba.
  • Il bassorilievo del cammello su Palazzo Mastelli, visibile dalla fondamenta.
  • La lapide del Tintoretto sulla fondamenta dei Mori.
La statua di Rioba con il naso di ferro in campo dei Mori
Sior Antonio Rioba e il suo naso di ferro, aggiunto nell'Ottocento.

Documentato

Le statue di campo dei Mori sono legate a Palazzo Mastelli «del Cammello»; il naso di ferro di Rioba risale all'Ottocento, e il Tintoretto visse sulla vicina fondamenta dei Mori fino alla morte, nel 1594.

Tradizione orale

L'arrivo dei fratelli Mastelli dalla Morea nel XII secolo è una tradizione non documentata; la loro pietrificazione per aver imbrogliato Maria Maddalena e la fortuna portata dal naso di Rioba sono leggende popolari.

Fonti e crediti

Giuseppe Tassini, «Curiosità veneziane» (1863); Wikipedia in italiano, «Antonio Rioba» e «Chiesa della Madonna dell'Orto»; Alberto Toso Fei, «Leggende veneziane e storie di fantasmi» (Elzeviro).

Foto:

  • Statua in pietra di un mercante con il turbante su un angolo di campo dei Mori: Nino Barbieri, CC BY-SA 2.5.
  • La statua di Rioba con il naso di ferro in campo dei Mori: Didier Descouens, CC BY-SA 4.0.

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