Davanti a te c’è uno dei grandi monumenti della storia ebraica in Europa. Dalla fine del Cinquecento cominciarono ad arrivare ad Amsterdam famiglie di origine portoghese e spagnola, molte discendenti di conversos costretti a praticare la propria fede in segreto. Qui poterono tornare apertamente all’ebraismo, e la comunità prosperò grazie al commercio.
1Un tempio per una comunità fiorente
L’architetto Elias Bouman diresse i lavori, iniziati nel 1671. La sinagoga fu inaugurata il 2 agosto 1675 ed era allora tra le più grandi del mondo. Nella vasta sala il pavimento è ancora coperto di sabbia fine, un’antica usanza olandese, ed è ancora illuminata dalle candele: non c’è impianto elettrico. Le panche di legno sono quelle originali e l’armadio della Torah è di legno di giacaranda.
Nel complesso si trova la biblioteca Ets Haim, fondata nel 1616 e iscritta dall’UNESCO nel registro Memoria del Mondo. Fu questa comunità, ma prima che esistesse questo edificio, a espellere il filosofo Baruch Spinoza nel 1656.
Ciò che stupisce non è solo la sua grandezza, ma il fatto che sia ancora in piedi e ancora in uso.
2La guerra
Durante l’occupazione nazista la maggior parte degli ebrei di Amsterdam fu deportata e uccisa. L’edificio sopravvisse e riaprì dopo la guerra. Nella piazza di fronte, la statua dello Scaricatore di porto di Mari Andriessen ricorda lo sciopero di febbraio del 1941, quando migliaia di amsterdamesi smisero di lavorare per protestare contro le prime retate contro gli ebrei.
3Cosa osservare
- Le alte finestre, pensate per riempire la sala di luce naturale.
- Gli edifici bassi intorno al tempio, che ospitano la biblioteca e gli uffici.
- La statua dello Scaricatore di porto, in Jonas Daniël Meijerplein.
Documentato
La sinagoga, progettata da Elias Bouman, fu inaugurata il 2 agosto 1675; la biblioteca Ets Haim risale al 1616 e lo sciopero di febbraio del 1941 è documentato.
Fonti e crediti
Portuguese Synagogue Amsterdam and Jewish Cultural Quarter (sito ufficiale); UNESCO Memory of the World Register (Ets Haim, 2003); Jacques Presser, «Ashes in the Wind: The Destruction of Dutch Jewry» (1965).
Foto:
- La Sinagoga Portoghese di Amsterdam, un grande edificio di mattoni con alte finestre ad arco: A.A.W.J. Rietman, CC BY-SA 4.0.
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