La piazza porta il nome di Miguel de Unamuno, nato nel 1864 a pochi passi da qui, in calle Ronda, che da bambino visse i bombardamenti del 1874. Ma il grande enigma di questo luogo si nasconde dietro i muri del Museo Basco, l’Euskal Museoa, ospitato dal 1921 nell’antico collegio gesuita di San Andrés.

1L’idolo di Mikeldi

Al centro del chiostro c’è l’idolo di Mikeldi, un blocco di arenaria di oltre una tonnellata e mezza che raffigura un animale, probabilmente un cinghiale o un maiale, con un grande disco tra le zampe. Risale alla seconda età del ferro, tra il IV e il II secolo a.C., e fu trovato accanto all’eremo di San Vicente de Mikeldi, a Durango. Nei Paesi Baschi è unico: sull’altopiano castigliano esistono cinghiali di pietra simili, ma nessuno con il disco.

2Lettere svanite

Nel 1634 Gonzalo de Otalora descrisse sul disco caratteri «notevoli e non compresi». Un secolo dopo non si vedevano più. Nel 1864 Antonio de Trueba e Juan Ernesto Delmas lo trovarono mezzo interrato, ma il proprietario del terreno, che lo considerava una figura pagana, lo fece seppellire di nuovo. È qui dal 1921. A cosa servisse, che cosa significasse il disco e che cosa dicessero quelle lettere resta un mistero.

Il museo ha riaperto nel giugno 2026 dopo una ristrutturazione completa; se vuoi vedere l’idolo, controlla gli orari.

3Cosa osservare

  • Il nuovo ingresso del Museo Basco, in contrasto con l’edificio gesuita.
  • La facciata dei Santos Juanes, ispirata alla chiesa del Gesù di Roma.
  • Le verande vetrate colorate delle case della piazza.
L’idolo di Mikeldi, scultura in pietra di un animale con un disco tra le zampe, nel chiostro del Museo Basco
L’idolo di Mikeldi nel chiostro del Museo Basco, prima che il cortile venisse coperto.

Documentato

L’idolo di Mikeldi, della seconda età del ferro, fu trovato a Durango, era già descritto da Gonzalo de Otalora nel 1634 ed è esposto nel chiostro del Museo Basco dal 1921.

Tradizione orale

Le iscrizioni del disco non sono mai state decifrate; ogni lettura del suo significato, che sia un sole, una luna o uno scudo, resta un’ipotesi.

Fonti e crediti

Euskal Museoa-Museo Basco di Bilbao (euskal-museoa.eus); Gonzalo de Otalora, «Micrología geográfica del asiento de la noble Merindad de Durango» (1634); Comune di Bilbao, scheda della Plaza de Unamuno.

Foto:

  • Plaza de Miguel de Unamuno nel Casco Viejo di Bilbao, con case e verande vetrate colorate: Basotxerri, CC BY-SA 4.0.
  • L’idolo di Mikeldi, scultura in pietra di un animale con un disco tra le zampe, nel chiostro del Museo Basco: EUGENIO from Bilbao, España, CC BY 2.0.

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