Davanti a te c’è uno degli edifici più fotografati di Bucarest, e una delle spiegazioni migliori del perché la città si sia guadagnata il soprannome di «piccola Parigi». Il Palazzo CEC fu costruito come sede della cassa di risparmio dello Stato, la Casa de Depuneri și Consemnațiuni, fondata nel 1864 sotto Alexandru Ioan Cuza.

1Un architetto da Parigi

Il progetto è di Paul Gottereau, architetto francese formato all’École des Beaux-Arts di Parigi, e i lavori furono diretti dal romeno Ion Socolescu. Il cantiere si aprì l’8 giugno 1897 e si chiuse nel 1900. L’edificio fu pagato con i fondi propri dell’istituto, cosa di cui la banca andava fiera: i risparmi dei romeni trasformati in pietra.

2Che cosa c’era prima

Il terreno nascondeva secoli di storia. Qui sorgeva il monastero di San Giovanni il Grande, con una chiesa del Cinquecento che Constantin Brâncoveanu restaurò nel 1702–1703. La chiesa andò in rovina e fu demolita nel 1875. È una storia comune a Bucarest: ogni epoca ha costruito sopra quella precedente.

Alla fine dell’Ottocento l’élite romena parlava francese, studiava a Parigi e commissionava i suoi edifici ad architetti francesi o formati in Francia. La Calea Victoriei, la via in cui ti trovi, si riempì di palazzi, caffè e negozi eleganti. Il Palazzo CEC, con il suo eclettico miscuglio di cupole e colonne, riassume alla perfezione quell’ambizione.

3Cosa osservare

  • La cupola centrale di vetro e metallo, che illumina il grande salone.
  • L’arco d’ingresso, sorretto da due coppie di colonne composite.
  • Le cupole angolari, in stile rinascimentale.

Documentato

Sono documentati la fondazione della cassa di risparmio nel 1864, il progetto di Paul Gottereau, la costruzione dal 1897 al 1900 e la demolizione della chiesa di San Giovanni il Grande nel 1875.

Fonti e crediti

CEC Bank (cec.ro), storia dell’istituto; Wikipedia in inglese, «CEC Palace»; Lista dei monumenti storici della Romania, Ministero della Cultura.

Foto:

  • Palazzo CEC di Bucarest con la cupola di vetro e le due cupole angolari: Diego Delso, CC BY-SA 4.0.

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