Cominci da Getsemaní, il quartiere che si estende fuori dalla città murata. In epoca coloniale era il sobborgo di artigiani, falegnami, fabbri e lavoratori del porto, molti dei quali neri e meticci liberi. Le loro case erano basse e semplici, ben diverse dalle dimore signorili del centro storico.

1Un quartiere con carattere

Getsemaní ha un posto tutto suo nella storia. Nel novembre del 1811 i suoi lancieri, guidati dal fabbro Pedro Romero, fecero pressione sulla giunta di governo perché dichiarasse l’indipendenza assoluta. Il quartiere non ha mai dimenticato quel ruolo.

Nel Novecento Getsemaní aveva fama di zona malfamata. Oggi è una delle parti più vivaci della città, piena di ostelli, bar e ristoranti. Questo cambiamento ha però aperto un dibattito: molti residenti storici hanno dovuto andarsene a causa dell’aumento dei prezzi.

I murales di Getsemaní non sono solo decorazione: molti parlano della memoria del quartiere, delle sue donne e della sua musica.

2Arte sui muri

Percorri con calma il Callejón Angosto, il «vicolo stretto», e le strade intorno, come la Calle de la Sierpe o la Calle San Juan. Troverai ritratti di donne del quartiere, palenqueras, animali fantastici e frasi dipinte sui muri. I murales cambiano nel tempo, quindi ogni visita è diversa.

3Cosa osservare

  • La targa di piastrelle con il nome del vicolo.
  • I festoni e gli ombrelli appesi sopra la strada.
  • I murales delle vie vicine, con le firme degli artisti.

Documentato

Getsemaní era il quartiere degli artigiani della Cartagena coloniale, e i suoi lancieri presero parte all’indipendenza del 1811.

Fonti e crediti

Alfonso Múnera, «El fracaso de la nación» (1998); Instituto de Patrimonio y Cultura de Cartagena (IPCC); El Universal (Cartagena), reportage su Getsemaní.

Foto:

  • Murale di una tigre con gli occhiali da sole su un muro di Getsemaní: Bernard Gagnon, CC BY-SA 4.0.
  • Targa stradale in piastrelle con la scritta Callejón Angosto su un muro azzurro: Bernard Gagnon, CC BY-SA 4.0.

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