Lascia il viavai di via Grodzka ed entra in via Kanonicza, una delle strade più antiche e meglio conservate di Cracovia. Faceva parte dell’insediamento di Okół, sotto il castello, e per secoli vi abitarono i canonici della cattedrale del Wawel: da qui il nome.

1Case di canonici

Dietro le facciate rinascimentali e barocche si nascondono case medievali. La più bella è il Decanato, al numero 21, rimaneggiato tra il 1582 e il 1588 dall’architetto Santi Gucci, con un elegante cortile porticato. Al numero 17, il palazzo del vescovo Erazm Ciołek ospita oggi una sede del Museo Nazionale dedicata all’arte dell’antica Polonia. Al numero 5, nel 1979, Tadeusz Kantor fondò la Cricoteka, l’archivio del suo teatro d’avanguardia.

2Długosz e Wojtyła

Jan Długosz, il cronista del Quattrocento che a Cracovia citiamo di continuo, visse in questa via: una delle case porta il suo nome. E al numero 19, negli anni Cinquanta, abitava un giovane prete e docente di nome Karol Wojtyła, il futuro Giovanni Paolo II. Dal 1994 i numeri 19 e 21 ospitano il Museo Arcidiocesano.

In pochi metri trovi un cronista medievale, un drammaturgo d’avanguardia e un papa.

In fondo alla via si vede già la collina del Wawel. Continua a scendere e sali per la rampa acciottolata.

3Cosa osservare

  • I portali di pietra scolpita, con stemmi e date.
  • Il cortile porticato del Decanato, al numero 21.
  • La vista sul Wawel in fondo alla via.

Documentato

Sono documentati il rimaneggiamento del Decanato da parte di Santi Gucci (1582-1588), la fondazione della Cricoteka nel 1979, la residenza di Karol Wojtyła al numero 19 e il Museo Arcidiocesano dal 1994.

Fonti e crediti

Museo Arcidiocesano di Cracovia, sito ufficiale (muzeumkrakow.pl); Wikipedia in polacco, «Ulica Kanonicza w Krakowie»; sito ufficiale della Cricoteka (cricoteka.pl).

Foto:

  • Via Kanonicza, acciottolata e fiancheggiata da case storiche dai colori tenui: Gerd Eichmann, CC BY 4.0.

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