Hatun Rumiyoc in quechua significa più o meno «quello della grande pietra». La via prende il nome dal muro che hai davanti, uno dei meglio conservati della città, che la tradizione e le cronache attribuiscono al palazzo dell’Inca Roca.
1Un Inca tra storia e memoria
Nelle liste dei sovrani Inca Roca compare come sesto Inca, il primo della dinastia Hanan, quella «di sopra». Le sue date sono incerte: le genealogie inca si tramandavano a voce e furono messe per iscritto dai cronisti solo in epoca coloniale. Ciò che è tangibile è questa muratura poligonale, in cui ogni blocco fu sagomato per combaciare con i vicini senza una goccia di malta.
2Da palazzo ad arcivescovado
Dopo la conquista l’edificio divenne una casa nobiliare e, col tempo, il Palazzo Arcivescovile. Oggi ospita il Museo d’Arte Religiosa, con dipinti della Scuola di Cusco. L’edificio riassume la storia della città: base inca, corpo coloniale e uso ecclesiastico.
La pietra dei dodici angoli non è una curiosità isolata: è la firma più visibile di un intero muro costruito con la stessa precisione.
Nel febbraio 2025 un uomo colpì la pietra con un martello, causando danni che le autorità hanno definito irreversibili. Perciò, quando la vedi, non toccarla: appartiene a tutti.
3Cosa osservare
- La pietra dei dodici angoli: conta i suoi spigoli con gli occhi.
- I giunti, così sottili che tra un blocco e l’altro non si vede nulla.
- Le facce a cuscino: ogni pietra è leggermente bombata, con i bordi incassati, e con la luce radente il muro sembra vivo.

Documentato
Il muro di Hatun Rumiyoc è muratura inca originale e sostiene l’attuale Palazzo Arcivescovile, sede del Museo d’Arte Religiosa.
Fonti e crediti
Ministero della Cultura del Perù, Direzione decentrata della Cultura di Cusco; Arcidiocesi di Cusco, Museo d’Arte Religiosa; agenzia di stampa Andina, articoli sulla tutela della pietra dei dodici angoli (2025).
Foto:
- La pietra dei dodici angoli nel muro inca della calle Hatun Rumiyoc: Unukorno, CC BY 3.0.
- Muro inca di grandi blocchi nella calle Hatun Rumiyoc: Rodolfo pimentel, CC BY-SA 4.0.
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