Davanti a te ci sono in realtà due edifici che convivono. La navata di mattoni, in stile tardogotico, fu iniziata da Guiniforte Solari nel 1463 per i frati domenicani. Ma la parte posteriore, quel grande cubo coronato da un tiburio a sedici lati, è un'altra storia: fu voluta da Ludovico Sforza, detto il Moro, signore di Milano.

1Un mausoleo per gli Sforza

Nel 1492 fu posata la prima pietra della nuova zona absidale. Ludovico la immaginava come il mausoleo della sua dinastia. La tradizione l'attribuisce a Bramante, che in quegli anni lavorava a Milano, ma nessun documento lo prova. Nel 1497 sua moglie, Beatrice d'Este, morì a soli 22 anni e fu sepolta nel coro. Il sogno durò poco: nel 1499 i francesi presero Milano e Ludovico finì i suoi giorni prigioniero in Francia. I monumenti funebri della coppia si trovano oggi nella Certosa di Pavia.

2La parete di Leonardo

Nel refettorio del convento, a sinistra della chiesa, Leonardo dipinse l'Ultima Cena alla fine del Quattrocento, con una tecnica sperimentale che cominciò a deteriorarsi molto presto. Il 15 agosto 1943 una bomba fece crollare la volta del refettorio; la parete dell'Ultima Cena, protetta da sacchi di sabbia, si salvò.

Un duca sognava un mausoleo; la storia ricorda soprattutto una cena dipinta nel refettorio dei frati.

3Cosa osservare

  • Il tiburio, con gallerie e finestre rotonde, che nasconde la cupola.
  • I tondi di terracotta sulla facciata e sui fianchi.
  • L'ingresso del Cenacolo, a sinistra, nell'ex convento.

Documentato

La chiesa fu iniziata nel 1463, la zona absidale nel 1492 per Ludovico il Moro, e il refettorio fu bombardato il 15 agosto 1943 senza che crollasse la parete dell'Ultima Cena.

Fonti e crediti

Santa Maria delle Grazie (sito del convento domenicano); Museo del Cenacolo Vinciano (Ministero della Cultura); UNESCO, «Church and Dominican Convent of Santa Maria delle Grazie with The Last Supper by Leonardo da Vinci».

Foto:

  • Chiesa in mattoni di Santa Maria delle Grazie con il grande tiburio rinascimentale: Marcin Białek, CC BY-SA 3.0.

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