Davanti a te si allunga il Palazzo Reale, sede del potere a Napoli per più di due secoli e mezzo. L'architetto Domenico Fontana lo iniziò nel 1600 per il viceré, il conte di Lemos, per ospitare Filippo III di Spagna in una visita annunciata alla città. Il re non venne mai, ma il palazzo rimase.
1Viceré e Borbone
Per tutto il Seicento qui vissero i viceré spagnoli, che governavano il regno per conto di Madrid. Nel 1734 Carlo di Borbone, il futuro Carlo III di Spagna, conquistò Napoli e ne fece di nuovo la capitale di un regno indipendente. Fu lui a far costruire accanto al palazzo il Teatro San Carlo, inaugurato nel 1737. Nel 1753 Luigi Vanvitelli murò un arco sì e uno no del porticato per rinforzare l'edificio: ecco perché vedi nicchie dove un tempo c'erano aperture.
2Gli otto re
Nel 1888 re Umberto I di Savoia fece collocare in quelle nicchie otto statue di sovrani delle dinastie che avevano regnato su Napoli.
Da sinistra a destra: Ruggero il Normanno, Federico II, Carlo I d'Angiò, Alfonso V d'Aragona, Carlo V, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II.
È una lezione di storia scolpita nella pietra, e anche un messaggio: l'ultima statua, Vittorio Emanuele II, presenta Casa Savoia come erede di tutte le altre dopo l'Unità d'Italia.
3Cosa osservare
- Le otto statue: trova Carlo V con la sua armatura.
- Gli archi murati da Vanvitelli.
- Il Teatro San Carlo, unito al palazzo sul lato nord.
Documentato
Domenico Fontana iniziò il palazzo nel 1600 per il viceré, il conte di Lemos; le otto statue dei re furono collocate nel 1888 per iniziativa di Umberto I.
Fonti e crediti
Palazzo Reale di Napoli, sito ufficiale del Ministero della Cultura; Teatro di San Carlo, sito ufficiale (storia); Wikipedia in italiano, «Palazzo Reale (Napoli)».
Foto:
- Facciata rossa e grigia del Palazzo Reale di Napoli con le statue dei re nelle nicchie: Evvemoscia, CC BY-SA 4.0.
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