Davanti a te, lungo il sentiero di ghiaia, si impilano le botti di sakè del santuario Meiji. Sei nel cuore di una foresta, anche se il trambusto di Harajuku è a pochi minuti.

1Botti per gli dèi

Le botti, decorate con i nomi e gli emblemi delle distillerie, sono offerte dei produttori di sakè di tutto il Giappone. Nello shintoismo il sakè lega gli dèi e gli uomini, e viene offerto durante le cerimonie. Sono vuote: si tratta di kazaridaru, botti da esposizione. Di fronte troverai qualcosa di inatteso: botti di vino donate da produttori della Borgogna. Ricordano che l'imperatore Meiji, che aprì il Giappone all'Occidente, adottò usanze europee, tra cui il vino a tavola.

2Il grande portale

Poco più avanti sorge il grande torii, il portale che segna l'ingresso al suolo sacro. È alto circa dodici metri ed è stato costruito con cipresso di Taiwan, da alberi di oltre 1.500 anni provenienti dalle montagne di Alishan. L'originale del 1920 fu danneggiato da un fulmine nel 1966, e quello attuale fu collocato nel 1975. È uno dei più grandi torii di legno del Giappone.

Si usa fare un leggero inchino prima di passare sotto il torii e non camminare al centro del sentiero, che è considerato riservato agli dèi.

3Cosa osservare

  • Le calligrafie sulle botti di sakè, ognuna di una distilleria diversa.
  • Le botti di vino, con i nomi dei loro châteaux.
  • Lo spessore dei pilastri del torii: avvicinati e valutalo con i tuoi occhi.

Documentato

L'attuale grande torii, di cipresso di Taiwan, fu eretto nel 1975; le botti di sakè e di vino sono offerte di distillerie giapponesi e della Borgogna.

Fonti e crediti

Santuario Meiji (Meiji Jingū), sito ufficiale; Yoshiko Imaizumi, «Sacred Space in the Modern City: The Fractured Pasts of Meiji Shrine, 1912–1958» (2013); Ministry of Land, Infrastructure, Transport and Tourism of Japan, pannelli informativi del santuario.

Foto:

  • La parete di botti di sakè decorate al santuario Meiji: Ilkka Simomaa, CC BY 4.0.

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