Davanti a te si allunga il viale che unisce la città murata a Getsemaní. Lungo il percorso vedrai nove busti di marmo. Sono i Martiri di Cartagena, e la loro storia è il lato amaro dell’indipendenza di cui hai sentito parlare in Plaza de Bolívar.

1L’assedio di Morillo

Nell’agosto del 1815 il generale Pablo Morillo arrivò a Cartagena, inviato da Ferdinando VII per riconquistare le colonie. Assediò la città per terra e per mare per più di tre mesi. Quando le truppe spagnole entrarono, all’inizio di dicembre, trovarono strade piene di persone morte di fame e di malattie.

2Il 24 febbraio 1816

I capi del movimento indipendentista furono sottoposti a processi sommari. Il 24 febbraio 1816 nove di loro furono giustiziati qui, su quello che allora era un terreno aperto davanti alla porta: tra loro Manuel del Castillo, José María García de Toledo, Martín Amador, Pantaleón Germán Ribón e l’irlandese Santiago Stuart. Le fonti non concordano sul fatto che siano stati tutti fucilati o impiccati.

Morillo voleva dare un esempio; Cartagena finì per trasformare quel luogo in un omaggio.

La città tornò libera nel 1821. Col tempo, quel terreno aperto divenne un viale e un memoriale dei nove.

Se ti va, attraversa la strada e raggiungi il monumento alla India Catalina, sull’altro lato.

3Cosa osservare

  • I nove busti, ognuno con il nome del martire.
  • La vista sulla Torre del Reloj dal viale.
  • La vita del viale, punto d’incontro tra il centro storico e Getsemaní.

Documentato

Nove capi dell’indipendenza furono giustiziati a Cartagena il 24 febbraio 1816 per ordine di Pablo Morillo; il viale li ricorda con dei busti.

Fonti e crediti

Radio Nacional de Colombia, «Independencia de Cartagena: la historia de nueve mártires»; El Universal (Cartagena), speciale per il bicentenario (2011); Eduardo Lemaitre, «Historia general de Cartagena» (1983).

Foto:

  • Il Camellón de los Mártires con un monumento e la Torre del Reloj sullo sfondo: Martinduquea, CC BY-SA 3.0.

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