Benvenuto nel Bo-Kaap, «sopra il Capo» in afrikaans. Per generazioni fu chiamato il Quartiere malese, anche se i suoi abitanti hanno radici in Indonesia, India, Sri Lanka, Madagascar e altre parti dell’Africa. È il più antico quartiere residenziale conservato di Città del Capo.
1Case in affitto
Nel 1760 un uomo di nome Jan de Waal comprò dei terreni sulle pendici più basse di Signal Hill, fra Dorp Street e Wale Street. Dal 1763 vi costruì piccole case in affitto, le huurhuisjes. La casa al 71 di Wale Street, oggi sede del Bo-Kaap Museum, è una delle prime. Dopo l’abolizione della schiavitù nel 1834, molte persone liberate si stabilirono in queste strade, insieme ad artigiani, pescatori e sarti.
2I colori
La spiegazione più ripetuta dice che, finché erano in affitto, le case dovevano essere bianche, e che quando gli abitanti le comprarono le dipinsero a colori per celebrare la propria libertà. È una bella storia, ma le vecchie fotografie fanno pensare che l’usanza dei colori vivaci si sia diffusa davvero solo alla fine del Novecento.
Oggi molte famiglie ridipingono prima dell’Eid, la festa che segna la fine del Ramadan.
Durante l’apartheid, il Group Areas Act riservò il quartiere alla popolazione «malese» e ne cacciò gli altri abitanti. Oggi la sfida è un’altra: l’aumento dei prezzi e il turismo minacciano di spingere via le famiglie di lunga data. Scatta le tue foto con rispetto e non salire sui gradini delle case.
3Cosa osservare
- Il numero 71 di Wale Street, una delle case di Jan de Waal.
- I gradini e le ringhiere davanti a ogni porta, lo «stoep».
- Il selciato delle vie che salgono verso Signal Hill.
Documentato
Jan de Waal comprò il terreno nel 1760 e costruì case in affitto a partire dal 1763; la casa al 71 di Wale Street è una delle prime e ospita il Bo-Kaap Museum.
Tradizione orale
Che i colori celebrino la libertà dei primi proprietari è una spiegazione popolare: l’usanza di dipingere le case a colori vivaci sembra essersi diffusa alla fine del Novecento.
Fonti e crediti
Iziko Museums of South Africa, Bo-Kaap Museum; South African Heritage Resources Agency (SAHRA), dichiarazione dei siti patrimonio del Bo-Kaap (2019); Achmat Davids, ‘The Mosques of Bo-Kaap’ (1980).
Foto:
- Case colorate di Wale Street nel Bo-Kaap con Lion's Head sullo sfondo: Daniel Case, CC BY-SA 3.0.
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