Davanti a te si erge la più grande moschea dell'India moghul. Shah Jahan la fece costruire tra il 1650 e il 1656 su una piccola altura, la Bhojla Pahari, il punto più alto della sua nuova capitale. Non fu un caso: da qui la moschea dominava la città, e dal Forte Rosso l'imperatore poteva vederla di fronte.

1Cinquemila operai e un imam di Bukhara

Secondo le cronache, la costruì una squadra di circa 5.000 operai sotto la supervisione del visir Sadullah Khan, per un costo di un milione di rupie dell'epoca. Il suo nome ufficiale è Masjid-i Jahan-Numa, «la moschea che riflette il mondo». Fu inaugurata nel luglio del 1656 con un imam fatto venire da Bukhara, Syed Abdul Ghafoor Shah Bukhari. I suoi discendenti, noti come Shahi Imam, guidano ancora oggi la preghiera.

Qui non si onorava soltanto Dio. Nel sermone del venerdì, la khutba, si pronunciava il nome del sovrano in carica. Sentire il nome di un imperatore da questo pulpito era la prova che regnava davvero.

2La punizione del 1857

Dopo aver schiacciato la rivolta del 1857, gli inglesi confiscarono la moschea e vietarono il culto. Pensarono perfino di demolirla e la usarono come caserma. Fu restituita alla comunità musulmana solo nel 1862, e a condizioni severe.

Una moschea imperiale trasformata in caserma: poche immagini riassumono meglio la fine del potere moghul.

3Cosa osservare

  • Le tre scalinate: quella orientale, la più imponente, era usata dall'imperatore quando arrivava dal forte.
  • Le cupole di marmo a strisce nere, marchio dello stile di Shah Jahan.
  • I due minareti, alti circa 40 metri, con fasce alternate di arenaria rossa e marmo bianco.
Stampa antica della porta orientale della Jama Masjid con una processione
La porta orientale della Jama Masjid, di Thomas Daniell, fine del Settecento.

Documentato

Shah Jahan la costruì tra il 1650 e il 1656; gli inglesi la confiscarono dopo il 1857 e la restituirono nel 1862.

Fonti e crediti

Archaeological Survey of India, list of Delhi's monuments of national importance; William Dalrymple, "The Last Mughal" (2006); Delhi Tourism (Government of Delhi), Jama Masjid page.

Foto:

Hai notato un errore? Scrivici e lo verificheremo.