Sei arrivato al grande faro intellettuale dell’islam sunnita. I lavori di al-Azhar cominciarono il 4 aprile 970, un anno dopo la fondazione della città, e la prima preghiera del venerdì si tenne nel giugno 972. Il suo nome, «la Splendente», viene spesso collegato a Fatima al-Zahra, figlia del Profeta, anche se nessuna fonte antica lo conferma.

1Mille anni di lezioni

Qui si insegna il diritto islamico dal 988, e al-Azhar è diventato uno dei più antichi centri di studio del mondo ancora in attività. Paradossalmente fu fondato dai fatimidi, che erano sciiti; quando Saladino pose fine alla loro dinastia nel 1171, la moschea perse il suo prestigio e riebbe la preghiera del venerdì solo nel 1266, sotto il sultano Baybars. Da allora è un punto di riferimento sunnita.

2Contro Napoleone

Il 21 ottobre 1798 i dotti e gli studenti di al-Azhar guidarono una rivolta contro l’occupazione francese. Napoleone fece bombardare il quartiere dalla Cittadella, e la sua cavalleria entrò a cavallo nella moschea. Nel 1800 uno studente siriano che alloggiava qui, Sulayman al-Halabi, assassinò il generale Kléber.

Ogni sultano volle lasciare la sua firma: il minareto di Qaytbay risale alla fine del XV secolo, e quello a doppia sommità fu aggiunto da al-Ghuri all’inizio del XVI.

L’ingresso principale, la Porta dei Barbieri, fu costruita nel Settecento dall’emiro Abd al-Rahman Katkhuda. Si dice che lì gli studenti si facessero rasare la testa.

3Cosa osservare

  • Il minareto a doppia sommità di al-Ghuri.
  • La Porta dei Barbieri, con i suoi due archi.
  • Le cupole e i merli lungo il profilo della facciata.

Documentato

I lavori cominciarono nel 970 e la prima preghiera del venerdì si tenne nel 972; la rivolta contro i francesi del 21 ottobre 1798 partì da qui.

Tradizione orale

Che gli studenti si facessero rasare la testa alla Porta dei Barbieri è una spiegazione popolare del suo nome.

Fonti e crediti

Bayard Dodge, ‘Al-Azhar: A Millennium of Muslim Learning’ (1961); Abd al-Rahman al-Jabarti, ‘Ajaib al-Athar’ (cronaca, XVIII-XIX secolo); Doris Behrens-Abouseif, ‘Islamic Architecture in Cairo’ (1989).

Foto:

  • Facciata della moschea di al-Azhar con le sue cupole e i minareti: R Prazeres, CC BY-SA 4.0.

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