Davanti a te c'è un normale angolo di strada con un edificio moderno. Nulla lascia pensare, a prima vista, che per quasi un secolo e mezzo qui sia sorto un monumento alla vergogna: la Colonna Infame.
1La peste e gli untori
Nel 1630 la peste devastava Milano. Si diffuse la voce che gli «untori» spalmassero sui muri unguenti velenosi per propagare il contagio. Una donna disse di aver visto il commissario di sanità Guglielmo Piazza strofinare le pareti. Arrestato e torturato, Piazza finì per accusare il barbiere Gian Giacomo Mora, che abitava qui, di avergli preparato gli unguenti. Sotto tortura entrambi confessarono. Furono giustiziati con estrema crudeltà.
2La colonna infame
Il tribunale ordinò di radere al suolo la casa di Mora e di innalzare sul posto una colonna «infame», perché nessuno vi costruisse mai più. Un'iscrizione latina del 1° agosto 1630 spiegava la sentenza. La colonna cadde nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1778, sotto il regno di Maria Teresa d'Austria. L'iscrizione originale è oggi conservata nel Castello Sforzesco.
Alessandro Manzoni raccontò la storia di quel processo nella «Storia della colonna infame» per mostrare come la tortura e la paura fabbrichino i colpevoli.
Nel 2005 su questo angolo sono state collocate una scultura di bronzo e una targa che ricordano Mora come vittima innocente.
3Cosa osservare
- La targa di bronzo, che parla di un uomo «ingiustamente torturato».
- La scultura nella nicchia della facciata.
- Il nome della via, oggi dedicata al barbiere condannato.


Documentato
Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora furono condannati nel 1630 come untori; la colonna fu innalzata dove sorgeva la casa di Mora e cadde nel 1778.
Fonti e crediti
Alessandro Manzoni, «Storia della colonna infame» (1840); Pietro Verri, «Osservazioni sulla tortura» (scritto nel 1777); Musei del Castello Sforzesco, iscrizione della Colonna Infame.
Foto:
- Targa di bronzo che ricorda la casa del barbiere Gian Giacomo Mora: Lalupa, CC BY-SA 4.0.
- Iscrizione latina del 1630 che ordina di innalzare la Colonna Infame: M.casanova, CC BY-SA 4.0.
- Incisione del Seicento con la Colonna Infame e l'iscrizione della sentenza: Autor desconocido (grabado de hacia 1630), Dominio público.
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