Davanti a te scorre il Naviglio Grande, il più antico dei canali di Milano. Oggi è la sponda dell'aperitivo, dei mercatini e delle passeggiate. Per secoli, però, fu soprattutto un'autostrada d'acqua.
1Una città senza fiume
Milano non ha un grande fiume, così ne creò uno. I lavori del Naviglio Grande iniziarono intorno al 1177-1179 e nel 1272 il canale era navigabile fino alla città. Corre per quasi 50 chilometri, dal Ticino alla Darsena, l'antico porto a pochi passi da qui. Lungo di esso arrivarono il marmo per il Duomo, il legname, il sale e il grano. Le chiuse furono introdotte nel Quattrocento, e Leonardo da Vinci, al servizio degli Sforza e poi dei francesi, studiò e disegnò questi sistemi. Nel 1929-1930 la cerchia dei canali in centro fu coperta, e la città perse gran parte del suo paesaggio d'acqua.
2Il vicolo dei lavandai
Cerca il Vicolo dei Lavandai: sotto un piccolo tetto di legno si vedono ancora le pietre inclinate dove si lavava il bucato nell'acqua del canale. Lavandai e, soprattutto, lavandaie lavorarono qui fino a metà del Novecento.
La Darsena, restaurata e riaperta nel 2015, ha restituito a Milano un po' del porto che un tempo era tra i più trafficati d'Italia.
3Cosa osservare
- Il lavatoio di pietra del Vicolo dei Lavandai.
- Le «case di ringhiera», con lunghi balconi comuni che danno sul cortile.
- I ponti di ferro sul canale.

Documentato
Il Naviglio Grande fu scavato a partire dal 1177-1179, divenne navigabile fino a Milano nel 1272 e trasportò il marmo del Duomo; la Darsena è stata riaperta nel 2015.
Fonti e crediti
Navigli Lombardi (ente regionale dei canali); Comune di Milano, progetto Darsena; Leonardo da Vinci, «Codice Atlantico» (Biblioteca Ambrosiana), disegni di chiuse.
Foto:
- Il Naviglio Grande, con terrazze e case colorate su entrambe le sponde: Chabe01, CC BY-SA 4.0.
- Antico lavatoio in pietra sotto un tetto di legno nel Vicolo dei Lavandai: Yorick39, CC BY-SA 3.0.
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