Davanti a te si alza la Torre del Tamburo, Gǔlóu. Per secoli l’ora ufficiale di Pechino veniva da qui: senza orologi nelle case, tutta la città viveva al ritmo dei suoi colpi.
1Da Kublai a Yongle
La prima torre fu costruita nel 1272, nella capitale di Kublai Khan, e si chiamava «Torre del Buon Governo». Quando i Ming ricostruirono la città, la rialzarono in questo punto, intorno al 1420, allineata con l’asse che attraversa la Città Proibita. È alta quasi 47 metri.
2Centotto colpi
In cima c’erano 25 tamburi: uno grande e 24 più piccoli, uno per ciascun periodo del calendario agricolo. Al tramonto il tamburo, e poi la campana, battevano in tutto 108 colpi, in serie di diciotto. I pechinesi lo riassumevano così: «diciotto veloci, diciotto lenti, diciotto né veloci né lenti». Era il segnale per chiudere le porte della città. Poi la campana della torre vicina scandiva ogni veglia della notte.
Nel 1900, durante l’occupazione della città, soldati stranieri danneggiarono i tamburi. Uno di essi sopravvive con i tagli delle baionette.
Nel 1924, dopo che l’ultimo imperatore fu cacciato dal palazzo, la torre smise di dare l’ora e per un periodo fu ribattezzata «Torre del Ricordo dell’Umiliazione». Dal 2001 i tamburi suonano di nuovo, ora come spettacolo.
3Cosa osservare
- I tre archi della base in mattoni.
- I tre tetti grigi bordati di verde.
- La piazza che la collega alla Torre della Campana, a nord.
Documentato
La torre fu fondata nel 1272, ricostruita qui sotto i Ming, smise di dare l’ora nel 1924 e dal 2024 fa parte di un sito Patrimonio dell’umanità.
Fonti e crediti
Amministrazione delle Torri del Tamburo e della Campana di Pechino, informazioni ufficiali; UNESCO, “Beijing Central Axis” (2024); Juliet Bredon, “Peking” (1922).
Foto:
- La Torre del Tamburo vista dalla Torre della Campana, sopra la piazza e i tetti degli hutong: Toadspike, CC BY-SA 4.0.
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