Ora sei nel cuore politico del Brasile per più di un secolo. Questo lungo edificio bianco non sembra affatto un palazzo, eppure da qui si governarono un vicereame, un regno e un impero.

1La casa dei governatori

Nel 1733 il governatore Gomes Freire de Andrade chiese al re il permesso di costruire una sede di governo. Il progetto andò all’ingegnere militare José Fernandes Pinto Alpoim, che inglobò i vecchi Magazzini Reali e la Zecca. Fu inaugurato nel 1743 e, nel 1763, quando la capitale coloniale passò da Salvador a Rio, divenne la residenza del viceré.

2Un re, gli imperatori e una legge

Nel 1808 arrivò la Corte portoghese e l’edificio diventò Palazzo Reale, con una sala del trono per la cerimonia del baciamano. Due date lo hanno reso indimenticabile. Il 9 gennaio 1822 il principe Pedro annunciò qui che sarebbe rimasto in Brasile, sfidando Lisbona: il celebre «Dia do Fico». E il 13 maggio 1888, in una delle sue sale, la principessa Isabel firmò la Legge Aurea, che abolì la schiavitù.

Con la Repubblica il palazzo diventò la sede centrale delle poste e perse le sue decorazioni. L’IPHAN lo restaurò negli anni Ottanta, e oggi è un centro culturale.

3Cosa osservare

  • La fontana di Mestre Valentim (1789), dove le navi facevano rifornimento d’acqua quando il mare arrivava fin qui.
  • Le finestre con balcone e architravi curvi, una novità nel Brasile del Settecento.
  • L’Arco do Teles, dall’altra parte della piazza, aperto tra case della stessa epoca.

Documentato

Inaugurato nel 1743 come casa dei governatori, divenne sede del viceré nel 1763 e Palazzo Reale nel 1808; qui fu annunciato il Dia do Fico (1822) e firmata la Legge Aurea (1888).

Fonti e crediti

Paço Imperial, centro culturale dell’IPHAN (sito ufficiale); Wikipedia in portoghese, «Paço Imperial»; Laurentino Gomes, 1808 (Planeta, 2007).

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