Sei nel cortile esterno di Gyeongbokgung, il primo e il più grande palazzo della dinastia Joseon. Davanti hai Heungnyemun, la seconda porta; dietro si nasconde la sala del trono, Geunjeongjeon, con il monte Bugaksan sullo sfondo.
1Il palazzo della felicità
Fu costruito nel 1395, tre anni dopo la fondazione della dinastia. Il nome, scelto dal ministro Jeong Do-jeon, viene da un verso di un classico cinese e di solito si traduce come «palazzo della grande benedizione». Qui regnò Sejong e qui nacque l’hangul.
Nel 1592, durante la guerra Imjin, il palazzo bruciò e rimase abbandonato per più di 270 anni. Il reggente Heungseon Daewongun lo ricostruì negli anni Sessanta dell’Ottocento, con più di trecento edifici. Ma la nuova stagione durò poco: nel 1895 la regina Min fu assassinata nei suoi appartamenti, in fondo al palazzo.
2Distruggere e ricostruire
Durante l’occupazione giapponese la maggior parte degli edifici fu abbattuta. Proprio dove ti trovi, tra il 1916 e il 1926, fu costruita la sede del governo coloniale, un enorme edificio di pietra che nascondeva la sala del trono; Heungnyemun scomparve per fargli posto. Quell’edificio fu demolito a partire dal 1995 e la porta che vedi fu ricostruita all’inizio degli anni Duemila. Il restauro del palazzo è ancora in corso e continuerà per decenni.
Se visiti l’interno indossando l’hanbok, l’abito tradizionale coreano, di solito l’ingresso è gratuito: controlla le condizioni sul sito ufficiale.
3Cosa osservare
- La guardia reale, con costumi colorati e stendardi, che di solito fa il cambio davanti alla porta Gwanghwamun.
- Il ponte di pietra Yeongjegyo, dietro Heungnyemun, con i suoi animali guardiani.
- Il Bugaksan, la montagna che protegge il palazzo da nord.
Documentato
Gyeongbokgung fu costruito nel 1395, bruciò nel 1592, fu ricostruito negli anni Sessanta dell’Ottocento e in gran parte demolito durante l’occupazione giapponese; il suo restauro è cominciato nel 1990.
Fonti e crediti
Korea Heritage Service, ufficio di Gyeongbokgung, sito ufficiale e storia del palazzo; Seoul Historiography Institute, «Gyeongbokgung jungeon cheonil-ui girok» (2019); Jong-Deok Choi, «The palace, the city and the past», Planning Perspectives (2010).
Foto:
- La porta Heungnyemun di Gyeongbokgung, a due piani con tetti ricurvi, con visitatori nel cortile e cielo azzurro con nuvole: AnbyG, CC BY-SA 4.0.
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