Davanti a te si stende Tana Baru, «terra nuova» in malese. Da lontano sembra un tratto di collina spoglia, ma per i musulmani del Capo è il cimitero più venerato della città. Per rispetto, resta al margine e parla a bassa voce.

1Il principe che trascrisse il Corano a memoria

Fino al 1804 i musulmani del Capo non potevano praticare la loro fede in pubblico. Quell’anno l’amministrazione batava concesse la libertà di culto e, nel 1805, assegnò questo terreno a Frans van Bengalen come luogo di sepoltura. Due anni dopo vi fu sepolto Abdullah ibn Qadi Abdus Salaam, conosciuto come Tuan Guru, il «Maestro». Principe di Tidore, nelle Molucche, era arrivato nel 1780 come prigioniero politico della Compagnia e aveva passato anni rinchiuso a Robben Island. Lì, secondo la tradizione della sua comunità, ricopiò a mano il Corano a memoria. Una volta libero, fondò la prima madrasa e la prima moschea del Paese.

2La resistenza del 1886

Il 15 gennaio 1886 le autorità coloniali chiusero il cimitero per motivi sanitari. Due giorni dopo circa 3.000 persone salirono fin qui per seppellire un bambino sfidando il divieto. È considerato uno dei primi atti di disobbedienza collettiva contro il potere coloniale al Capo.

Secondo la tradizione, i kramat, le tombe dei santi musulmani, formano attorno a Città del Capo un cerchio che la protegge da terremoti e disastri.

Quel cerchio comincia su Signal Hill e prosegue per Oudekraal, Constantia, Faure e Robben Island.

3Cosa osservare

  • Il kramat di Tuan Guru, uno dei santuari imbiancati a calce.
  • I pendii di Signal Hill, dove ogni giorno a mezzogiorno spara il Noon Gun.
  • La vista sul Bo-Kaap ai tuoi piedi, con la Table Mountain di fronte.
Un kramat bianco con cupola nel cimitero di Tana Baru
Uno dei kramat del cimitero.

Documentato

Il terreno fu assegnato come cimitero musulmano nel 1805; Tuan Guru, arrivato nel 1780 come prigioniero politico, vi fu sepolto nel 1807, e la chiusura del gennaio 1886 portò a una sepoltura di massa in aperta violazione della legge.

Tradizione orale

Che Tuan Guru abbia trascritto il Corano a memoria è una convinzione della sua comunità, e il cerchio protettivo dei kramat appartiene alla tradizione religiosa popolare.

Fonti e crediti

Tana Baru Trust, storia del cimitero; South African History Online (SAHO), ‘Circle of Kramats, Cape Town’ e ‘Historic Tana Baru Muslim cemetery forced to close’; Achmat Davids, ‘The Mosques of Bo-Kaap’ (1980).

Foto:

  • Cancello d’ingresso del cimitero di Tana Baru nel Bo-Kaap: Nkansahrexford, CC BY-SA 4.0.
  • Un kramat bianco con cupola nel cimitero di Tana Baru: Nkansahrexford, CC BY-SA 4.0.

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