Davanti a te c’è la piazza principale di un’altra città. Nel 1335 il re Casimiro III il Grande concesse i diritti civici agli abitati sulla riva destra della Vistola, e la nuova città prese il suo nome: Kazimierz. Aveva mura proprie, un proprio municipio e un proprio mercato, e per secoli fece concorrenza alla potente vicina, Cracovia.

1Un municipio dalle molte vite

L’edificio bianco che hai di fronte fu iniziato in mattoni nel 1414; prima il consiglio cittadino si riuniva in una casa di legno su questa stessa piazza. Fu rimaneggiato in stile rinascimentale nel Cinquecento e, dopo un incendio nel 1623, ricevette il coronamento merlato che vedi ancora. Nell’Ottocento divenne una scuola e dal 1947 ospita il Museo Etnografico di Cracovia, dedicato alla cultura popolare polacca.

2Due comunità, una città

Nel 1495 il re Giovanni I Alberto trasferì la popolazione ebraica di Cracovia a Kazimierz, in un quartiere a nord-est di questa piazza, attorno a via Szeroka. Per più di quattro secoli una città cristiana, con grandi chiese gotiche come il Corpus Domini, visse accanto a una città ebraica che aveva sinagoghe, scuole, bagni rituali e tribunali propri. A cavallo tra Settecento e Ottocento, Kazimierz perse l’autonomia e fu assorbita da Cracovia come un quartiere qualsiasi.

Kazimierz non fu mai un semplice sobborgo: era una città che portava il nome di un re.

3Cosa osservare

  • Il coronamento merlato dell’antico municipio, aggiunto dopo l’incendio del 1623.
  • La basilica del Corpus Domini, a nord, una delle chiese gotiche più imponenti della città.
  • Le dimensioni della piazza: era il mercato di una città indipendente.

Documentato

Sono documentate la fondazione di Kazimierz nel 1335, la costruzione del municipio a partire dal 1414 e il suo uso come Museo Etnografico dal 1947.

Fonti e crediti

Museo Etnografico Seweryn Udziela di Cracovia (etnomuzeum.eu); Wikipedia in polacco, «Ratusz na Kazimierzu»; Comune di Cracovia, guida per visitatori «Kazimierz» (krakow.pl).

Foto:

  • L’antico municipio di Kazimierz, oggi Museo Etnografico, in piazza Wolnica: Bjoertvedt, CC BY-SA 4.0.

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