Davanti a te c’è un pezzo curioso in una città inca e barocca: un arco di trionfo neoclassico, di quelli che imitano gli archi romani. La sua storia è breve e intensa, come quella del Paese che celebra.
1Santa Cruz e la Confederazione
L’arco fu innalzato nel 1835 per iniziativa del maresciallo Andrés de Santa Cruz, presidente della Bolivia. A quel tempo Santa Cruz spingeva per unire Bolivia e Perù in un solo Stato, la Confederazione Perù-Boliviana, proclamata nel 1836 e sciolta nel 1839 dopo la sconfitta di Yungay. Cusco, nel sud del Perù, fu tra i suoi sostenitori.
L’arco rimase come ricordo di quel progetto politico. Col tempo è entrato nella vita di tutti i giorni: oggi venditori, studenti e turisti ci passano sotto senza alzare lo sguardo.
2Una strada inca
La calle Santa Clara segue il tracciato di un’antica strada che usciva dalla città verso il Contisuyu, il quarto sud-occidentale dell’impero. Intorno a te noterai muri di pietra alla base di alcune case.
Un arco di trionfo per un Paese di tre anni: Cusco conserva anche i monumenti di ciò che avrebbe potuto essere.
3Cosa osservare
- La figura che corona l’arco, un’allegoria della Libertà.
- Lo stemma sulla facciata e gli uccelli andini che lo affiancano.
- La vista verso la Plaza San Francisco, a pochi passi, con il campanile della sua chiesa.

Documentato
L’arco fu costruito nel 1835 per impulso di Andrés de Santa Cruz ed è associato alla Confederazione Perù-Boliviana (1836-1839).
Fonti e crediti
Ministero della Cultura del Perù, Direzione decentrata della Cultura di Cusco; agenzia di stampa Andina, sul restauro dell’Arco de Santa Clara; Jorge Basadre, «Historia de la República del Perú».
Foto:
- L’Arco de Santa Clara a Cusco, in pietra e in stile neoclassico: Ordzonhyd Rudyard Tarco Palomino, CC BY-SA 4.0.
- Vecchia fotografia della calle Santa Clara a Cusco con l’arco sullo sfondo: Max Uhle, Dominio público.
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