Potresti passare di qui senza accorgerti di essere ancora nella piazza degli Inca. Ai loro tempi, la grande piazza centrale era divisa in due settori dal fiume Saphi: Huacaypata, l’attuale Plaza de Armas, e Kusipata, che di solito si traduce come «luogo della gioia». Da qui il suo nome spagnolo: Regocijo, cioè «allegrezza».
1Come fu divisa la piazza
Dopo la conquista, le autorità spagnole permisero di costruire nel mezzo di quel vasto spazio aperto. Il fiume fu incanalato sottoterra e la spianata finì divisa in più piazze. Dal Cinquecento qui sorgeva il Cabildo, il consiglio cittadino; oggi al suo posto c’è il Municipio.
2La casa dell’Inca Garcilaso
In un angolo si trova il palazzo dove Gómez Suárez de Figueroa, l’Inca Garcilaso de la Vega, visse da bambino e da ragazzo. Era nato a Cusco nel 1539, figlio di un capitano spagnolo e di una principessa inca, Chimpu Ocllo. Nel 1560 partì per la Spagna e non tornò mai più. Lì scrisse i «Comentarios reales de los incas», pubblicati a Lisbona nel 1609, che fecero conoscere al mondo la storia e la cultura inca.
Figlio di due mondi, Garcilaso si definì sempre «Inca». La sua casa oggi è il Museo Storico Regionale.
3Cosa osservare
- La casa di Garcilaso, con il portale di pietra e i balconi.
- I portici del Municipio, sede del governo cittadino.
- La strada che porta alla Plaza de Armas: mentre la percorri, immagina di attraversare il centro di un’unica, grande piazza inca.
Documentato
La piazza corrisponde al settore inca di Kusipata; qui si trova la casa dell’Inca Garcilaso, nato a Cusco nel 1539, oggi Museo Storico Regionale.
Fonti e crediti
Municipalità provinciale di Cusco; Ministero della Cultura del Perù, Museo Storico Regionale (Casa Garcilaso); Inca Garcilaso de la Vega, «Comentarios reales de los incas» (1609).
Foto:
- La Plaza Regocijo a Cusco con palazzi signorili e balconi azzurri: Apugaia, CC BY-SA 4.0.
Hai notato un errore? Scrivici e lo verificheremo.
