Davanti a te c’è l’ingresso del Jōjakkō-ji, un tempio della scuola Nichiren costruito sulle pendici basse del monte Ogura. Il suo nome allude alla «terra pura della luce eterna e tranquilla», e chi lo visita in autunno capisce il paragone: gli aceri sui suoi pendii sono tra i più fotografati di Kyoto.

1Un ritiro di montagna

Il tempio fu fondato nel 1596 come ritiro per Nisshin, abate del tempio Honkoku-ji, su un terreno donato da un cugino del mercante Suminokura Ryōi, lo stesso che spostò il ponte Togetsukyō. Più in alto vedrai il portale Niōmon con il tetto di paglia: fu costruito nel XIV secolo in un altro tempio e trasferito qui nel 1616. In alto sul pendio si erge la pagoda Tahōtō del 1620, alta circa dodici metri e Bene Culturale Importante.

2La montagna delle poesie

Ogura è un nome carico di poesia. All’inizio del XIII secolo il poeta e cortigiano Fujiwara no Teika possedeva una villa da qualche parte da queste parti, lo Shigure-tei. Secondo la tradizione, fu qui che selezionò l’antologia «Ogura Hyakunin Isshu», cento poesie di cento poeti, che gli scolari giapponesi imparano ancora oggi e con cui a Capodanno si gioca a carte.

Tre luoghi di Sagano si contendono il ruolo di villa di Teika: questo tempio, il vicino Nison-in e il piccolo Enri-an. Nessuno lo ha provato.

3Cosa osservare

  • La tavola con il nome sul portale.
  • Il portale con il tetto di paglia, in cima alla scalinata.
  • La pagoda Tahōtō, tra gli alberi del pendio.

Documentato

Il Jōjakkō-ji fu fondato nel 1596; il suo Niōmon fu trasferito qui nel 1616 e la pagoda Tahōtō, Bene Culturale Importante, risale al 1620.

Tradizione orale

Che la villa Shigure-tei di Fujiwara no Teika, dove si dice abbia compilato lo «Hyakunin Isshu», sorgesse in questo luogo è una tradizione condivisa con altri luoghi di Sagano.

Fonti e crediti

Tempio Jōjakkō-ji, sito ufficiale; Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, banca dati dei beni culturali; Joshua S. Mostow, «Pictures of the Heart: The Hyakunin Isshu in Word and Image» (1996).

Foto:

  • Il portale di legno del Jōjakkō-ji tra gli alberi, con la tavola recante il nome del tempio: Daderot, CC0.

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