La chiesa di Saint-Georges sulla Saona, con la basilica di Fourvière in cima alla collina e una passerella sospesa
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Free tour a Lione

Romana, rinascimentale, setaiola e ribelle: la capitale delle Gallie tra due fiumi.

  • 3 percorsi tematici
  • 17 tappe
  • Audioguida

Lione nacque come Lugdunum sulla collina di Fourvière, divenne capitale delle Tre Gallie, si arricchì con le fiere, la stampa e la seta e vide i suoi tessitori, i canut, insorgere nel 1831. Il suo centro storico, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1998, si scopre tra traboule, scalinate e piazze, tra il Rodano e la Saona. Tre percorsi gratuiti per esplorarla a piedi, con i tuoi tempi, da Fourvière alla Croix-Rousse.

La mappa

Tutta la città a piedi.

I percorsi si incrociano nel centro storico. Tocca un punto per scoprire quale storia ti aspetta lì.

Storia Misteri e leggende Misto

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Cosa mangiare

Sapori di Lione

I piatti che non puoi andartene senza assaggiare e i locali storici che li servono da anni.

Quenelle di luccio con salsa Nantua

Un lungo gnocco soffice e leggerissimo di luccio, farina e uova che si gonfia in forno sotto una salsa Nantua ai gamberi di fiume. È il grande classico dei bouchon e il modo più lionese di cominciare: ordinala al Café Comptoir Abel, nel quartiere di Ainay, o a La Meunière, vicino ai Terreaux, un bouchon che sfiora i cento anni.

Dove assaggiarlo

Tablier de sapeur

Il «grembiule da geniere» è trippa di manzo marinata nel vino bianco, impanata e fritta, servita con salsa gribiche o tartara. Il nome è rustico, il sapore splendido; spesso arriva con una salade lyonnaise di insalata, lardelli, crostini e uovo in camicia. Per cena nel Vieux Lyon prova Les Lyonnais o Daniel et Denise Saint-Jean, due bouchon con il marchio «Les Bouchons Lyonnais».

Dove assaggiarlo

Saucisson brioché

Un grosso salame di maiale, a volte con pistacchi o tartufo, cotto dentro una brioche dorata e servito a fette tiepide. È un antipasto sostanzioso da bouchon; al Café du Jura, con i suoi interni Art Déco, e a Le Vivarais, aperto nel 1907 da una «mère» lionese, fa parte della tradizione della casa.

Dove assaggiarlo

Andouillette e cervelle de canut

L’andouillette lionese, una salsiccia di trippa di vitello e maiale, si serve alla griglia con salsa alla senape e gratin dauphinois. Prima, ordina la cervelle de canut, il «cervello del tessitore»: formaggio fresco montato con erbe, scalogno e un goccio d’aceto. Per cena, Le Casse Museau, sulla riva della Saona di fronte a Saint-Paul, o il Café Comptoir Abel.

Dove assaggiarlo

Tarte aux pralines

Mandorle confettate rosa acceso fuse con la panna in un ripieno lucido su pasta frolla: il dolce simbolo di Lione. Sua cugina è la praluline, una brioche costellata di pralines rosa creata nel 1955 da Auguste Pralus; la bottega Pralus in Rue Saint-Jean è perfetta per colazione o merenda.

Dove assaggiarlo

Coussin de Lyon

Un piccolo cuscino di pasta di mandorle verde ripieno di ganache al cioccolato aromatizzata al curaçao, lanciato dalla ditta Voisin nel 1960. Secondo la tradizione, la sua forma ricorda il cuscino di seta su cui gli scabini del 1643 portarono la loro offerta fino a Fourvière. Compralo da Voisin in Rue de la République: è il classico souvenir goloso della città.

Dove assaggiarlo

Un «pot» di Beaujolais o Côtes du Rhône

Nei bouchon il vino arriva nel «pot lyonnais», una bottiglia di vetro dal fondo spesso da 46 centilitri. La scelta abituale è un Beaujolais leggero o un Côtes du Rhône, dai vigneti intorno alla città. Ordinane uno al Café du Jura o a Les Lyonnais, a cena o per l’aperitivo.

Dove assaggiarlo

Francia

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