Guarda in alto: sei sotto una delle cupole di ferro e vetro più spettacolari d'Europa. Eppure questa galleria è nata da una tragedia. Tra il 1835 e il 1884 Napoli subì nove epidemie di colera, e quella del 1884 fu devastante nei quartieri bassi, sovraffollati e malsani.
1Il Risanamento
Dopo quell'epidemia, nel 1885 lo Stato approvò una legge per «risanare» Napoli, il Risanamento: interi isolati di vicoli furono demoliti e si aprirono strade larghe. Qui, accanto al Palazzo Reale, fu costruita questa galleria. La prima pietra fu posata il 5 novembre 1887 e l'inaugurazione avvenne il 19 novembre 1890. Porta il nome di re Umberto I, che visitò la città nel pieno dell'epidemia.
Il progetto fu di Emanuele Rocco, e la struttura in ferro e vetro della volta fu disegnata da Paolo Boubée.
2Una piazza coperta
Fin dall'inizio la galleria fu il salotto della città. Nei sotterranei il Salone Margherita, celebre café-chantant della Belle Époque, intratteneva il pubblico, e nel 1896 qui aprì il primo cinema della città. Per più di mezzo secolo fu anche il regno degli «sciuscià», i piccoli lustrascarpe.
Il mosaico del pavimento, con i venti e i segni dello zodiaco, è del 1952: sostituì l'originale, rovinato dall'usura e dai bombardamenti della guerra.
3Cosa osservare
- La cupola centrale, che si alza per circa 57 metri.
- Lo zodiaco sul pavimento: trova il tuo segno.
- La facciata dell'ingresso principale, di fronte al Teatro San Carlo.
Documentato
La galleria fu costruita tra il 1887 e il 1890 nell'ambito del Risanamento, approvato nel 1885 dopo l'epidemia di colera del 1884; il mosaico dello zodiaco è del 1952.
Fonti e crediti
Comune di Napoli, portale turistico; Giancarlo Alisio, «Napoli e il Risanamento» (1980); Wikipedia in italiano, «Galleria Umberto I».
Foto:
- Interno della Galleria Umberto I con la cupola in ferro e vetro: Marco Ober, CC BY-SA 4.0.
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