Davanti a te hai forse la casa più fotografata di Singapore. Ma dietro i suoi colori c'è una storia di zucchero, gomma e bufali.

1Il re dei dolci

Tan Teng Niah era un imprenditore cinese che possedeva diverse fabbriche di dolci lungo Serangoon Road. Preparava i suoi dolci con la canna da zucchero. Dietro la casa aveva anche un essiccatoio per la gomma, il cui forno era alimentato con la bagassa, la fibra che resta dopo la spremitura della canna. Niente andava sprecato.

La casa fu costruita nel 1900 ed è l'ultima villa cinese sopravvissuta a Little India. Ha otto stanze e un passaggio coperto sul davanti. Si ritiene che Tan l'abbia fatta costruire per la moglie, e l'iscrizione dorata sopra la porta, «Siew Song», cioè «pino elegante», si crede faccia riferimento a lei.

2La via dei bufali

Fai caso al nome della strada: kerbau in malese significa «bufalo». Tutta questa zona si chiamava Kandang Kerbau, «recinti dei bufali», perché fino agli anni Venti del Novecento c'erano stalle e macelli. Fabbriche, recinti e fornaci facevano di Little India un quartiere industriale, ben lontano dall'immagine turistica di oggi.

I colori non sono originali: risalgono al restauro degli anni Ottanta, quando la casa fu adibita a uso commerciale.

3Cosa osservare

  • Le persiane, ciascuna di un colore diverso.
  • La targa dorata con l'iscrizione «Siew Song».
  • Le mezze porte intagliate all'ingresso, tipiche delle case dell'epoca.

A pochi passi c'è il Tekka Centre, il mercato del quartiere: un ottimo posto per concludere il percorso con un pasto.

Documentato

La casa fu costruita nel 1900 per Tan Teng Niah, produttore di dolci di canna da zucchero, e restaurata negli anni Ottanta, quando ricevette i colori attuali.

Fonti e crediti

National Heritage Board, Roots.gov.sg, "Former House of Tan Teng Niah" (Little India Heritage Trail); Urban Redevelopment Authority, Conservation Portal; National Library Board, Singapore Infopedia, "Kandang Kerbau".

Foto:

  • La casa di Tan Teng Niah, con ogni persiana di un colore diverso: Marcin Konsek, CC BY-SA 4.0.

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