Di fronte alla cattedrale si leva un edificio dalle linee pulite, quasi severe, in netto contrasto con l'esuberante gotico che ha di fronte. È l'antica Casa Lonja de Mercaderes, la Borsa dei mercanti, oggi Archivio Generale delle Indie.
1Mercanti sulle scalinate
Nel Cinquecento, quando Siviglia deteneva il monopolio del commercio con le Americhe, i mercanti concludevano i loro affari sulle scalinate della cattedrale, e persino dentro la chiesa quando pioveva. Il capitolo si lamentò e, sotto Filippo II, si decise di dar loro un edificio tutto per sé. Lo progettò Juan de Herrera, l'architetto dell'Escorial, e questo spiega il suo aspetto classico e misurato. I lavori andarono avanti per decenni.
2Da Borsa ad archivio
Quando il commercio americano si trasferì a Cadice, la Lonja perse la sua funzione. Nel 1785 Carlo III decise di riunire qui i documenti sul governo dei territori spagnoli d'America e d'Asia, allora sparsi tra Simancas, Cadice e Siviglia. A spingere il progetto furono il ministro José de Gálvez e lo storico Juan Bautista Muñoz.
Circa 43.000 fasci di documenti e migliaia di mappe e disegni: qui si conservano carte scritte da Colombo, Magellano, Hernán Cortés e Francisco Pizarro.
Nel 1987 l'UNESCO lo ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità, insieme alla cattedrale e al Real Alcázar.
3Cosa osservare
- La balaustra e i pinnacoli che coronano l'edificio, tratti tipici dello stile herreriano.
- L'unione di mattoni e pietra sulla facciata.
- Le scalinate della cattedrale proprio di fronte, dove si facevano gli affari prima che esistesse la Lonja.
Documentato
La Casa Lonja fu costruita sotto Filippo II su progetto di Juan de Herrera; nel 1785 Carlo III vi stabilì l'Archivio Generale delle Indie, Patrimonio dell'Umanità dal 1987.
Fonti e crediti
Ministero della Cultura spagnolo, Archivo General de Indias (Portal de Archivos Españoles, PARES); UNESCO, «Cathedral, Alcázar and Archivo de Indias in Seville»; Wikipedia, «General Archive of the Indies».
Foto:
- Facciata in mattoni e pietra dell'Archivio Generale delle Indie: Roberto Chamoso G, CC BY-SA 3.0 es.
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