Davanti a te c'è la veduta più classica di Tokyo: il fossato, i ponti e una torretta bianca tra i pini. Dietro gli alberi vive l'imperatore del Giappone, nel luogo che per più di due secoli fu occupato dal castello degli shogun.

1Da castello a palazzo

Nel 1868 cadde lo shogunato Tokugawa. Quello stesso anno Edo fu ribattezzata Tokyo, «capitale orientale», e il giovane imperatore Meiji lasciò Kyoto per trasferirsi nel vecchio castello. Il palazzo costruito in seguito bruciò nei bombardamenti del maggio 1945; quello attuale fu completato nel 1968. L'area interna è aperta al pubblico solo in occasioni speciali, come il saluto di Capodanno.

2Qual è il «ponte doppio»?

Molti credono che Nijūbashi, «ponte doppio», debba il nome al fatto che si vedono due ponti. Quello davanti, di pietra a due archi, fu completato nel 1887. Quello dietro è il ponte di ferro della porta principale, ricostruito nel 1964. In realtà il nome nacque da quest'ultimo: la vecchia versione di legno aveva due livelli di travi, uno sopra l'altro. Col tempo, il nome è stato esteso a tutta la scena.

Secondo la tradizione, la torretta Fushimi fu portata qui dal castello di Fushimi, a Kyoto; non ci sono prove definitive di quel trasferimento.

3Cosa osservare

  • La torretta Fushimi, una delle poche torrette del castello di Edo ancora in piedi.
  • I lampioni del ponte di pietra, copie degli originali dell'era Meiji.
  • Il riflesso degli archi nell'acqua del fossato.
Il ponte di pietra, quello di ferro dietro di esso e la torretta Fushimi
Dietro il ponte di pietra si alza quello di ferro, il vero «ponte doppio», sotto la torretta Fushimi.

Documentato

Il ponte di pietra risale al 1887, quello di ferro fu ricostruito nel 1964 e l'attuale palazzo fu completato nel 1968 dopo la distruzione del precedente nel 1945.

Tradizione orale

Che la torretta Fushimi provenga dal castello di Fushimi è una tradizione priva di conferma documentale.

Fonti e crediti

Imperial Household Agency (Kunaichō), informazioni sul Palazzo Imperiale; Ministry of the Environment of Japan, Giardino Nazionale Kōkyo Gaien; Donald Keene, «Emperor of Japan: Meiji and His World» (2002).

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