Sei sul ponte della Paglia, e quello che tutti fotografano è proprio davanti a te: il ponte dei Sospiri. È un passaggio chiuso in pietra d'Istria, la pietra bianca che resiste all'acqua salata, e unisce Palazzo Ducale, a sinistra, alle Prigioni Nuove, a destra.

1Un corridoio della giustizia

Fu costruito all'inizio del Seicento, tra il 1600 e il 1603, su progetto di Antonio Contin, nipote di quell'Antonio da Ponte che costruì il ponte di Rialto. Lo commissionò il doge Marino Grimani, di cui vedrai lo stemma in alto. All'interno ci sono due corridoi, separati perché i prigionieri non si incrociassero. Da lì i detenuti venivano condotti dalle celle alle sale dei magistrati, e ritorno.

Le Prigioni Nuove furono uno dei primi edifici in Europa pensati apposta come carcere, separato dalla sede del governo. Le celle più temute, però, rimasero dentro il palazzo stesso.

2Perché «dei Sospiri»?

Il nome è già attestato alla fine del Settecento. Si spiega con i sospiri dei prigionieri che attraverso le grate gettavano un ultimo sguardo sulla laguna. Lord Byron lo rese famoso in tutta Europa nel 1818: «I stood in Venice, on the Bridge of Sighs; / A palace and a prison on each hand», «Stavo a Venezia, sul ponte dei Sospiri, un palazzo e una prigione ai lati».

L'idea romantica del bacio in gondola sotto il ponte al tramonto è molto più recente: una tradizione moderna, non un'usanza della Repubblica.

3Cosa osservare

  • Le grate di pietra delle due finestrelle.
  • Lo stemma del doge Grimani in cima al ponte.
  • I due edifici: il palazzo da una parte, la prigione dall'altra.

Documentato

Il ponte fu costruito tra il 1600 e il 1603 su progetto di Antonio Contin, per volere del doge Marino Grimani, per collegare Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove; il nome è attestato dalla fine del Settecento.

Tradizione orale

Secondo la tradizione il nome si deve ai sospiri dei prigionieri; l'usanza di baciarsi in gondola sotto il ponte è una leggenda moderna.

Fonti e crediti

Fondazione Musei Civici di Venezia, Palazzo Ducale; Wikipedia in italiano, «Ponte dei Sospiri»; Lord Byron, «Childe Harold's Pilgrimage», canto IV (1818).

Foto:

  • Il ponte dei Sospiri sul rio di Palazzo, visto da sud: Armin Kleiner, CC BY-SA 4.0.

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