Davanti a te c’è l’uomo a cui l’Alhambra deve buona parte della sua fama mondiale. Washington Irving, nato a New York nel 1783 e morto nel 1859, arrivò in Spagna nel 1826 al seguito della legazione del suo paese, per lavorare su documenti relativi a Colombo. Nel 1829 viaggiò in Andalusia e, per qualche mese di quell’anno, riuscì ad alloggiare nei palazzi stessi, allora semiabbandonati e abitati da famiglie povere.

1Un libro fatto di voci

Lì ascoltò i racconti di chi viveva tra le rovine, soprattutto quelli della sua guida e servitore, Mateo Jiménez. Con quelle storie, e con ciò che leggeva nella biblioteca dell’università, scrisse The Alhambra, pubblicato nel 1832 a Filadelfia e a Londra e noto in italiano come Racconti dell’Alhambra. Il libro mescola diario di viaggio e narrativa: la leggenda dell’astrologo arabo, le tre belle principesse chiuse in una torre, l’eredità del moro e l’acquaiolo che trovò un tesoro, o la rosa dell’Alhambra.

Irving non inventò l’Alhambra, ma inventò l’immagine romantica che migliaia di viaggiatori vennero a cercare.

Tradotto in tantissime lingue, il libro attirò visitatori da tutto il mondo e aiutò a far apprezzare un monumento che allora soffriva saccheggi e abbandono. Per questo il Patronato dell’Alhambra lo ha omaggiato nel 2009, a 150 anni dalla morte, con questa scultura di Julio López, inaugurata il 30 dicembre di quell’anno.

Un avvertimento sui racconti: sono letteratura. Irving rielaborò tradizioni orali, aggiunse tocchi suoi e non volle mai scrivere un libro di storia.

2Cosa osservare

  • Il libro che tiene in mano.
  • La valigia e la targa con le sue date, ai suoi piedi.
  • L’iscrizione «Hijo de la Alhambra», «Figlio dell’Alhambra», modellata sulla base.

Documentato

Irving alloggiò nell’Alhambra nel 1829 e pubblicò The Alhambra nel 1832; la scultura di Julio López fu inaugurata il 30 dicembre 2009.

Tradizione orale

I Racconti dell’Alhambra sono rielaborazioni letterarie di leggende orali, non resoconti storici.

Fonti e crediti

Washington Irving, The Alhambra (1832; edizione riveduta 1851); Patronato de la Alhambra y Generalife, nota «Washington Irving, el eterno visitante de la Alhambra»; Patronato de la Alhambra, Memoria 2009 (Anno Irving).

Foto:

  • Statua in bronzo di Washington Irving con un libro in mano, nel bosco dell’Alhambra: Palickap, CC BY-SA 4.0.

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