Guarda bene che cosa hai davanti: non è una facciata, ma il retro di una chiesa. L'abside gotica di San Domenico Maggiore dà sulla piazza, mentre l'ingresso principale è nascosto in un cortile. Carlo II d'Angiò fece costruire la chiesa alla fine del Duecento per i domenicani, l'ordine dei predicatori.

1Una scuola per l'Europa

Il convento ospitava lo «studium», la scuola teologica dell'ordine, e nel 1272 vi arrivò a insegnare Tommaso d'Aquino, il grande teologo medievale, nato non lontano da Napoli. Tre secoli dopo, nel 1565, qui prese i voti un giovane di Nola: si chiamava Giordano Bruno, e sarebbe finito sul rogo per eresia a Roma nel 1600.

2Il pantheon aragonese

Quando Alfonso il Magnanimo conquistò Napoli nel 1442, la Corona d'Aragona scelse questa chiesa come luogo di sepoltura. La sagrestia custodisce ancora decine di casse rivestite di stoffa con re e nobili della dinastia aragonese. Fu proprio Alfonso a commissionare la scala che sale accanto all'abside.

La guglia che domina la piazza fu iniziata come ringraziamento per la fine della peste del 1656, che uccise gran parte della popolazione, e fu terminata solo nel 1737.

Tutt'intorno sorgono i palazzi della nobiltà: i Sangro, i Carafa, i Petrucci. E su un angolo, una pasticceria centenaria, Scaturchio.

3Cosa osservare

  • La guglia di San Domenico, la prima delle tre grandi guglie votive della città.
  • I merli dell'abside, dall'aria quasi militare.
  • La lapide del 1764 sul muro della chiesa, un editto di re Ferdinando IV che vietava giochi, commercio ambulante e immondizia nella piazza.

Documentato

La chiesa fu fondata da Carlo II d'Angiò per i domenicani; Tommaso d'Aquino insegnò nel suo studium dal 1272, e la sagrestia custodisce le casse della dinastia aragonese.

Fonti e crediti

Basilica di San Domenico Maggiore, sito ufficiale; Gennaro Aspreno Galante, «Guida sacra della città di Napoli» (1872); Wikipedia in italiano, «Piazza San Domenico Maggiore».

Foto:

  • Piazza San Domenico Maggiore con la guglia barocca e l'abside gotica della chiesa: Seimeis6, CC BY-SA 4.0.

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