Davanti a te si alza un elegante edificio di marmo bianco con un portico corinzio e una scalinata monumentale. Mai diresti che sia la prova di una delle più grandi rapine di denaro pubblico della storia americana. Ufficialmente è il vecchio tribunale della contea di New York; ma tutti lo chiamano con il nome dell'uomo che ne fece il proprio salvadanaio: William M. Tweed.
1Un cantiere senza fine
Boss Tweed controllava la Tammany Hall, la macchina democratica che governava la città. I lavori iniziarono nel 1861 e si trascinarono per vent'anni. Nel 1871 erano già stati spesi circa 11 milioni di dollari, una cifra scandalosa per l'epoca: il preventivo iniziale era moltiplicato, e il valore reale dell'opera era stimato molto più basso.
Le fatture erano assurde: 133.000 dollari per due giorni di lavoro sugli infissi, quasi 180.000 per tre tavoli e quaranta sedie, e milioni pagati a un unico stuccatore, Andrew Garvey.
Il tribunale impiegò così tanto a essere costruito che, quando venne il momento di processare Tweed, era ancora in cantiere.
2Vignette e fuga in Spagna
Nel 1871 il New York Times pubblicò i conti segreti e il vignettista Thomas Nast lo prese a bersaglio senza pietà su Harper's Weekly. Tweed fu condannato, evase nel 1875 e fuggì a Cuba e poi in Spagna. Fu arrestato a Vigo e, come si raccontò allora, riconosciuto grazie a una vignetta di Nast. Morì nel carcere di Ludlow Street nel 1878.
3Cosa osservare
- Il portico corinzio su Chambers Street, della prima fase di John Kellum.
- L'ala sud, di stile diverso, aggiunta nella seconda fase da Leopold Eidlitz.
- Il Municipio, poco più a sud nello stesso parco.
Documentato
L'edificio fu costruito tra il 1861 e il 1881, il suo costo salì alle stelle per le tangenti del Tweed Ring e Tweed morì in carcere nel 1878.
Tradizione orale
Che la polizia spagnola abbia riconosciuto Tweed grazie a una vignetta di Thomas Nast è la versione che circolò all'epoca e non è del tutto confermata.
Fonti e crediti
New York City Landmarks Preservation Commission, Tweed Courthouse designation report (1984); Kenneth D. Ackerman, «Boss Tweed» (2005); The New York Times archive (luglio 1871).
Foto:
- La facciata di marmo bianco e il portico a colonne del Tweed Courthouse in Chambers Street: Ajay Suresh, CC BY 4.0.
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