Dal marciapiede della Fifth Avenue l'Empire State Building è quasi impossibile da abbracciare con lo sguardo. Per vederlo intero, attraversa la strada o cammina per un isolato verso nord: allora comparirà la sagoma a gradoni che tutti conoscono.

1Una corsa verso il cielo

Alla fine degli anni Venti diversi magnati gareggiavano per costruire l'edificio più alto del mondo. Questo lotto ospitava il Waldorf-Astoria originale, demolito nel 1929. I lavori iniziarono nel marzo 1930 e il grattacielo fu inaugurato il 1º maggio 1931: poco più di un anno per 102 piani e 381 metri, circa 1.250 piedi, fino al tetto. Il progetto era dello studio Shreve, Lamb & Harmon.

2L'«Empty State Building»

Il tempismo fu pessimo. Nel pieno della Grande Depressione, buona parte degli uffici rimase vuota per anni, e i newyorkesi lo soprannominarono con ironia «Empty State Building», l'edificio vuoto. L'osservatorio, invece, fu un successo fin dal primo giorno.

Il 28 luglio 1945 un bombardiere B-25 che si era perso nella nebbia si schiantò contro il settantanovesimo piano. Morirono quattordici persone.

La struttura resse e l'edificio riaprì nel giro di pochi giorni. Rimase il più alto del mondo fino al 1970, quando lo superò la Torre Nord del World Trade Center. E nel 1933 King Kong ne fece una leggenda del cinema.

3Cosa osservare

  • I gradoni arretrati, imposti dalle norme urbanistiche del 1916 perché la luce arrivasse fino alla strada.
  • L'antenna in cima, concepita in origine come pilone di ormeggio per i dirigibili.
  • La tettoia Art Déco sopra l'ingresso della Fifth Avenue.

Documentato

I lavori iniziarono nel marzo 1930, l'edificio fu inaugurato il 1º maggio 1931 e nel 1945 un bombardiere B-25 vi si schiantò contro.

Fonti e crediti

New York City Landmarks Preservation Commission, Empire State Building designation report (1981); John Tauranac, «The Empire State Building: The Making of a Landmark» (1995); sito ufficiale dell'Empire State Building.

Foto:

  • L'Empire State Building che si staglia su Midtown: Ad Meskens, CC BY-SA 3.0.

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