Dietro le insegne di lampade, prese e cavi si nasconde uno degli edifici più sorprendenti della Vecchia Delhi. Guarda le colonne classiche che spuntano tra i cartelloni: è il palazzo costruito all'inizio dell'Ottocento per Begum Samru, una delle donne più straordinarie dell'India del suo tempo.

1Da ballerina a sovrana

Si chiamava Farzana e, secondo i suoi biografi, era una giovane ballerina di Chawri Bazar, qui vicinissimo. A circa quattordici anni entrò nella vita di Walter Reinhardt Sombre, un mercenario europeo al servizio di vari principi, soprannominato Samru. Quando lui morì, nel 1778, lei ereditò il suo esercito privato e il principato di Sardhana, vicino a Meerut.

Era alta meno di un metro e cinquanta, portava il turbante e guidava le truppe a cavallo. Nel 1781 si fece battezzare cattolica con il nome di Joanna Nobilis e fece costruire a Sardhana una grande basilica. Seppe trattare con i Moghul, con i Maratha e, alla fine, con gli inglesi, e morì ricchissima nel 1836.

2La banca della rivolta

Dopo la sua morte il palazzo cambiò più volte proprietario. Nel 1857 ospitava la Delhi Bank e il suo direttore fu ucciso con la famiglia durante la rivolta. In seguito lo acquistò il mercante Bhagirath Mal, che gli diede il nome attuale. Oggi è il cuore del più grande mercato all'ingrosso di materiale elettrico della città.

Dal salotto di una principessa a un negozio di lampadine: Chandni Chowk non spreca mai un edificio.

3Cosa osservare

  • Le colonne corinzie sulla facciata, una rarità in questa strada moghul.
  • Il timpano che corona l'edificio.
  • Le insegne elettriche che ora lo ricoprono.

Documentato

Begum Samru governò Sardhana dal 1778, fu battezzata nel 1781 e morì nel 1836; il palazzo passò poi alla Delhi Bank e alla famiglia di Bhagirath Mal.

Fonti e crediti

John Lall, "Begam Samru: Fading Portrait in a Gilded Frame" (1997); William Dalrymple, "The Last Mughal" (2006); Swapna Liddle, "Chandni Chowk: The Mughal City of Old Delhi" (2017).

Foto:

  • Facciata classica con colonne del palazzo di Begum Samru, coperta di insegne di negozi: Pinakpani, CC BY 4.0.

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