Davanti a te c’è la porta della Chinatown più antica del Nord America ancora nel suo luogo d’origine. Fu inaugurata nel 1970, dono di Taiwan, e la sua iscrizione centrale riporta una frase associata a Sun Yat-sen, che in questo quartiere raccolse fondi per la rivoluzione cinese del 1911: «Tutto ciò che è sotto il cielo è per il bene del popolo».

1Un quartiere che ha resistito

I primi immigrati cinesi arrivarono con la corsa all’oro e poi lavorarono nelle miniere e sulla ferrovia transcontinentale. Furono accolti con ostilità: nel 1882 il Congresso approvò il Chinese Exclusion Act, la prima legge statunitense a chiudere le porte a un gruppo per la sua origine nazionale. Fu abrogata solo nel 1943.

2Chinatown dopo il 1906

Il terremoto e l’incendio del 1906 rasero al suolo il quartiere, e alcuni politici videro l’occasione per trasferire i suoi abitanti lontano dal centro, a Hunters Point. La comunità si rifiutò e ricostruì nello stesso luogo. Commercianti come Look Tin Eli commissionarono edifici con tetti a pagoda, gronde ricurve e colori vivaci, pensati per attirare visitatori e rendere il quartiere indispensabile alla città.

Lo stile «orientale» che vedi lungo Grant Avenue fu, in gran parte, una strategia: trasformare il quartiere in un’attrazione, così che nessuno potesse portarlo via.

3Cosa osservare

  • I draghi e i pesci che coronano i tetti verdi.
  • I leoni guardiani ai lati della porta.
  • Gli edifici con le pagode all’angolo tra Grant e California Street, poco più avanti.

Documentato

La porta fu inaugurata nel 1970; il Chinese Exclusion Act rimase in vigore dal 1882 al 1943 e dopo il 1906 la comunità rifiutò il trasferimento e ricostruì il quartiere dov’era.

Fonti e crediti

Chinese Historical Society of America; National Park Service, «1906 Earthquake: Chinese Displacement»; Philip P. Choy, «San Francisco Chinatown: A Guide to Its History and Architecture» (2012).

Foto:

  • La Dragon Gate, porta d’ingresso a Chinatown su Grant Avenue: Ilkka Simomaa, CC BY 4.0.

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