Guarda queste due creature di pietra che custodiscono la porta di Gwanghwamun. Sono haechi, un animale favoloso della tradizione cinese e coreana, e dalla fine degli anni Duemila la haechi è anche il simbolo ufficiale di Seul: vedrai la sua sagoma su autobus, cestini e souvenir.

1Giudice del giusto

Secondo gli antichi testi cinesi, la haechi sapeva distinguere il colpevole dall’innocente e incornava chi mentiva. Per questo, nella Corea di Joseon, la sua immagine ornava il cappello e l’insegna dei funzionari del Saheonbu, l’ufficio che vigilava sulla condotta degli alti funzionari e che aveva sede proprio su questo viale.

La credenza più popolare dice che le haechi sono bestie d’acqua messe qui per frenare il «fuoco» del monte Gwanak, a sud, la cui sagoma appuntita veniva associata alle fiamme.

È una tradizione antica, ma gli storici avvertono che non ci sono testi anteriori alla ricostruzione del palazzo che la confermino. Gli annali del re Gojong del 1870 danno un’altra pista: le haechi segnavano il confine del palazzo, il punto in cui i funzionari dovevano scendere da cavallo.

2Bestie erranti

Furono scolpite intorno al 1870, ai tempi del reggente Daewongun. Nel 1923 le autorità coloniali le rimossero e le lasciarono coperte da stuoie; nel 1929 le collocarono davanti all’edificio del governo giapponese; nel 1968 tornarono accanto alla porta e nel 2023 furono sistemate alle estremità della terrazza restaurata. La loro posizione originaria, secondo gli scavi, era qualche decina di metri più a sud, oggi in mezzo alla carreggiata.

3Cosa osservare

  • Le orecchie schiacciate e la criniera a riccioli.
  • La direzione del loro sguardo, verso sud.
  • Il corno, più discreto di quanto ti aspetteresti.

Documentato

Le haechi furono collocate intorno al 1870, secondo gli annali di Gojong, per segnare il confine del palazzo; furono spostate nel 1923, nel 1929, nel 1968 e nel 2023.

Tradizione orale

Che proteggano il palazzo dal fuoco del monte Gwanak è una credenza popolare senza riscontro nei testi anteriori alla ricostruzione.

Fonti e crediti

«Gojong sillok», voce del 1870 sulle haechi della porta del palazzo; Lee Gi-hwan, «Il destino delle haechi di Gwanghwamun», Weekly Kyunghyang (2023); Governo Metropolitano di Seul, informazioni sulla haechi come simbolo della città.

Foto:

  • Statua di pietra di una haechi, animale mitico simile a un leone, su un piedistallo davanti al muro bianco del palazzo: Mobius6, CC BY-SA 4.0.

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