Stai salendo sull'unica collina rimasta in piedi a Telok Ayer. Le altre furono spianate da tempo per colmare il mare. Questo pendio ha avuto tre nomi e custodisce parecchi segreti.
1Spezie e milionari
Il primo proprietario fu Charles Scott, che vi piantò noce moscata e chiodi di garofano, le spezie con cui gli europei sognavano di far fortuna nell'Ottocento. Fu poi acquistata dal mercante John Gemmill. Nel 1873 passò a Chia Ann Siang, ricco commerciante cinese che aveva fatto carriera presso la ditta britannica Boustead. La collina prende da lui il nome attuale.
2Lettere a casa
Alla fine dell'Ottocento la collina si riempì di remittance house, gli uffici da cui gli immigrati mandavano denaro alle famiglie in Cina. Sotto i portici, gli scrivani redigevano messaggi per chi non sapeva scrivere. Ogni rimessa era una promessa di ritorno.
Qui si insediarono anche associazioni di clan e club esclusivi. Il più famoso era il Chinese Weekly Entertainment Club, soprannominato «Club dei Milionari», che riuniva l'élite cinese nata negli Straits. I suoi soci offrivano cene cinesi di dieci portate con champagne, alle quali invitavano gli europei. Club Street deve il nome a questi club.
Qualunque cosa si decidesse dietro le porte di questi club e associazioni, tra affari e lealtà di clan, raramente veniva messa per iscritto.
3Cosa osservare
- La curva della strada, che segue la forma dell'antica collina.
- Le facciate degli antichi club in Club Street, con insegne in caratteri cinesi.
- L'Ann Siang Hill Park, in cima, con vista sui tetti.
Documentato
La collina appartenne a Charles Scott, a John Gemmill e, dal 1873, a Chia Ann Siang; alla fine dell'Ottocento ospitò remittance house, associazioni di clan e club privati.
Fonti e crediti
National Heritage Board, Roots.gov.sg, "Singapore Chinese Weekly Entertainment Club"; National Library Board, Singapore Infopedia, "Ann Siang Hill"; Song Ong Siang, "One Hundred Years' History of the Chinese in Singapore" (1923).
Foto:
- Una shophouse gialla all'angolo tra Ann Siang Hill e Club Street: Marcin Konsek, CC BY-SA 4.0.
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